
La piattaforma per la forza lavoro con sede a Belfast, Locate a Locum, ha annunciato il 10 maggio 2026 che, a partire da gennaio, tutti gli utenti non provenienti da Regno Unito o Irlanda dovranno fornire un ‘Share Code’ rilasciato dal Home Office per confermare il diritto al lavoro prima di poter prenotare turni tramite l’app. L’azienda, che serve migliaia di farmacisti e operatori sanitari temporanei in tutta la Gran Bretagna, ha dichiarato che la verifica automatica tramite passaporto e selfie sostituirà le revisioni manuali dei documenti.
Gli Share Code, identificatori unici generati dal servizio online del Home Office, permettono ai datori di lavoro di verificare in tempo reale lo status migratorio del lavoratore. Mentre le grandi aziende hanno già integrato questo sistema nei processi di onboarding, molte PMI e piattaforme dell’economia dei lavoretti si affidano ancora a PDF di visti o scansioni di Permessi di Soggiorno Biometrici, che non sono conformi alle normative.
La decisione di Locate a Locum rappresenta un segnale di un cambiamento più ampio verso controlli del diritto al lavoro basati su API nel mercato del lavoro temporaneo. Per i responsabili della mobilità internazionale, questo sviluppo è un promemoria che la conformità digitale si sta estendendo lungo tutta la catena di fornitura. Qualsiasi azienda che utilizzi app di staffing di terze parti dovrebbe verificare che il fornitore registri le prove del diritto al lavoro in un formato accettato dal Home Office e conservi le tracce di audit per almeno due anni dopo la fine dell’incarico.
Il mancato rispetto di queste norme comporta sanzioni civili fino a £60.000 per ogni lavoratore irregolare, secondo il regime aggiornato entrato in vigore ad aprile. L’annuncio ha anche implicazioni pratiche per i professionisti internazionali: i lavoratori con status Pre-Settled UE, visti per lavoratori qualificati o visti per laureati dovranno mantenere attivi i loro account UKVI per rigenerare gli Share Code ogni 90 giorni. I team di mobilità potrebbero voler diffondere linee guida e programmare promemoria per evitare cancellazioni di turni o blocchi delle buste paga.
Gli Share Code, identificatori unici generati dal servizio online del Home Office, permettono ai datori di lavoro di verificare in tempo reale lo status migratorio del lavoratore. Mentre le grandi aziende hanno già integrato questo sistema nei processi di onboarding, molte PMI e piattaforme dell’economia dei lavoretti si affidano ancora a PDF di visti o scansioni di Permessi di Soggiorno Biometrici, che non sono conformi alle normative.
La decisione di Locate a Locum rappresenta un segnale di un cambiamento più ampio verso controlli del diritto al lavoro basati su API nel mercato del lavoro temporaneo. Per i responsabili della mobilità internazionale, questo sviluppo è un promemoria che la conformità digitale si sta estendendo lungo tutta la catena di fornitura. Qualsiasi azienda che utilizzi app di staffing di terze parti dovrebbe verificare che il fornitore registri le prove del diritto al lavoro in un formato accettato dal Home Office e conservi le tracce di audit per almeno due anni dopo la fine dell’incarico.
Il mancato rispetto di queste norme comporta sanzioni civili fino a £60.000 per ogni lavoratore irregolare, secondo il regime aggiornato entrato in vigore ad aprile. L’annuncio ha anche implicazioni pratiche per i professionisti internazionali: i lavoratori con status Pre-Settled UE, visti per lavoratori qualificati o visti per laureati dovranno mantenere attivi i loro account UKVI per rigenerare gli Share Code ogni 90 giorni. I team di mobilità potrebbero voler diffondere linee guida e programmare promemoria per evitare cancellazioni di turni o blocchi delle buste paga.
Fonte: Locate a Locum Blog
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