
Immigrazione, Rifugiati e Cittadinanza Canada (IRCC) ha pubblicato un promemoria pubblico che illustra i casi più comuni in cui cittadini stranieri possono lavorare legalmente in Canada senza dover prima ottenere un permesso di lavoro. Pubblicata il 1° giugno, la guida è rivolta a viaggiatori d’affari, lavoratori da remoto impiegati da aziende estere ("nomadi digitali") e studenti internazionali il cui permesso di studio già autorizza l’impiego dentro o fuori dal campus.
Secondo il Regolamento sull’Immigrazione e la Protezione dei Rifugiati (IRPR art. 186), i visitatori d’affari possono svolgere attività come partecipare a riunioni, negoziare contratti, acquistare beni, ricevere formazione post-vendita o partecipare a consigli di amministrazione, a condizione che la principale fonte di reddito e il luogo di profitto rimangano fuori dal Canada. Gli ufficiali possono concedere l’ingresso fino a sei mesi e si consiglia ai richiedenti di portare con sé lettere di supporto del datore di lavoro, lettere di invito canadesi e prova di fondi al momento dell’ingresso.
L’IRCC precisa inoltre che i veri nomadi digitali — lavoratori da remoto il cui datore di lavoro non ha presenza fisica o finanziaria in Canada — non rientrano nel mercato del lavoro canadese e necessitano quindi solo dello status di visitatore (visto o eTA). Devono però essere pronti a dimostrare che tutti i redditi sono guadagnati all’estero e che non servono clienti canadesi. Chi desidera rimanere oltre i sei mesi deve richiedere un’estensione del permesso di visita.
Il promemoria ribadisce anche le note disposizioni per i permessi di studio che consentono agli studenti internazionali di lavorare fino a 24 ore settimanali fuori dal campus durante i periodi accademici e senza limiti durante le pause programmate, senza bisogno di un permesso di lavoro separato. Superare il limite delle 24 ore può compromettere lo status di studente e future domande di immigrazione.
Per i responsabili della mobilità globale, l’aggiornamento rappresenta una checklist utile per la conformità: assicurarsi che i lavoratori a breve termine siano qualificati come visitatori d’affari e non come dipendenti; verificare che le richieste dei nomadi digitali non coinvolgano il mercato canadese; e consigliare gli studenti lavoratori sui limiti settimanali. Le aziende dovrebbero mantenere aggiornati i modelli di lettere di invito e istruire i viaggiatori a portare con sé i documenti di supporto per evitare ritardi ai controlli secondari.
Secondo il Regolamento sull’Immigrazione e la Protezione dei Rifugiati (IRPR art. 186), i visitatori d’affari possono svolgere attività come partecipare a riunioni, negoziare contratti, acquistare beni, ricevere formazione post-vendita o partecipare a consigli di amministrazione, a condizione che la principale fonte di reddito e il luogo di profitto rimangano fuori dal Canada. Gli ufficiali possono concedere l’ingresso fino a sei mesi e si consiglia ai richiedenti di portare con sé lettere di supporto del datore di lavoro, lettere di invito canadesi e prova di fondi al momento dell’ingresso.
L’IRCC precisa inoltre che i veri nomadi digitali — lavoratori da remoto il cui datore di lavoro non ha presenza fisica o finanziaria in Canada — non rientrano nel mercato del lavoro canadese e necessitano quindi solo dello status di visitatore (visto o eTA). Devono però essere pronti a dimostrare che tutti i redditi sono guadagnati all’estero e che non servono clienti canadesi. Chi desidera rimanere oltre i sei mesi deve richiedere un’estensione del permesso di visita.
Il promemoria ribadisce anche le note disposizioni per i permessi di studio che consentono agli studenti internazionali di lavorare fino a 24 ore settimanali fuori dal campus durante i periodi accademici e senza limiti durante le pause programmate, senza bisogno di un permesso di lavoro separato. Superare il limite delle 24 ore può compromettere lo status di studente e future domande di immigrazione.
Per i responsabili della mobilità globale, l’aggiornamento rappresenta una checklist utile per la conformità: assicurarsi che i lavoratori a breve termine siano qualificati come visitatori d’affari e non come dipendenti; verificare che le richieste dei nomadi digitali non coinvolgano il mercato canadese; e consigliare gli studenti lavoratori sui limiti settimanali. Le aziende dovrebbero mantenere aggiornati i modelli di lettere di invito e istruire i viaggiatori a portare con sé i documenti di supporto per evitare ritardi ai controlli secondari.
Fonte: CIC News
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