
Nelle prime ore di venerdì 12 giugno 2026, il Ministero dell’Interno francese ha pubblicato una circolare ministeriale di 32 pagine (NOR INTV2615721C) che fornisce istruzioni a prefetture, polizia di frontiera, OFPRA, OFII e tribunali amministrativi su come applicare il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo. Sebbene il pacchetto UE entri oggi in vigore a livello comunitario, la Francia è tra i primi Stati membri a diffondere linee guida dettagliate a livello nazionale. La circolare armonizza la prassi francese con nove regolamenti UE direttamente applicabili e una direttiva adottati nel 2024. Tra le novità principali spicca una nuova procedura di “screening di frontiera” con rilevamento biometrico per tutti gli arrivi irregolari, decisioni accelerate in cinque giorni per i richiedenti provenienti dai cosiddetti paesi sicuri e la sostituzione di diversi articoli del Codice francese di ingresso e soggiorno degli stranieri (CESEDA). Le prefetture sono incaricate di dare priorità ai casi vulnerabili e di indirizzare gli ucraini sotto la direttiva di protezione temporanea all’OFII entro 24 ore. Per i datori di lavoro che trasferiscono personale in Francia, il cambiamento più rilevante riguarda l’obbligo per titolari di passaporto talenti e trasferimenti ICT di registrare i dati biometrici al primo attraversamento di frontiera, anche se già in possesso di visto di lungo soggiorno. Il governo installerà 180 chioschi self-service “EES/Eurodac” a Parigi-CDG e Orly per evitare code nelle aree arrivi. Le aziende che fanno affidamento su grandi flussi stagionali in agricoltura e ospitalità sono invitate a presentare le richieste collettive di permessi di lavoro con almeno sei settimane di anticipo, poiché le prefetture devono ora consultare la nuova Piattaforma UE di Coordinamento dei Rimpatri prima di emettere decisioni. Gli studi legali segnalano che la circolare sospende esplicitamente alcune scadenze di ricorso CESEDA fino all’approvazione di una legge abilitante prevista entro fine anno. Le multinazionali si trovano quindi in un periodo di transizione in cui le regole precedenti si sovrappongono ai nuovi termini UE. I responsabili HR e mobility sono invitati a verificare i casi pendenti e aggiornare immediatamente i piani di assegnazione. Le ONG, pur accogliendo con favore la maggiore certezza giuridica promessa, avvertono che le nuove procedure accelerate di frontiera potrebbero tradursi in una detenzione di fatto e in un accesso limitato agli avvocati. Il Ministero dell’Interno ha annunciato la pubblicazione di statistiche settimanali per monitorare l’attuazione e ha programmato una revisione con gli stakeholder per ottobre 2026.
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