
Alle 12:30 del 16 giugno 2026, gli ispettori del Ministero delle Risorse Umane e dell’Emirazione si sono dispersi nei cantieri per verificare il rispetto del divieto annuale di lavoro a mezzogiorno negli Emirati Arabi Uniti, in vigore quest’anno dal 15 giugno al 15 settembre. La normativa vieta il lavoro all’aperto sotto il sole diretto tra le 12:30 e le 15:00 ogni giorno, con sanzioni fino a 5.000 AED per lavoratore (massimo 50.000 AED per azienda) e possibili chiusure dei cantieri in caso di recidiva. Giunta al ventiduesimo anno, la misura si è evoluta da un semplice divieto a un programma più articolato: i datori di lavoro devono garantire aree di riposo ombreggiate o climatizzate, acqua potabile, kit di primo soccorso e formazione obbligatoria per riconoscere i sintomi da colpo di calore. Il Ministero segnala che sono disponibili oltre 12.000 “stazioni di riposo climatizzate per rider” in tutto il Paese e che il 99% dei dipendenti del settore privato è coperto dal Sistema di Protezione Salariale, che assicura la retribuzione durante le pause obbligatorie. I lavoratori stranieri, che rappresentano circa l’88% della forza lavoro negli UAE, sono i principali beneficiari. Studi medici dell’Autorità Sanitaria di Dubai evidenziano come le temperature al suolo in piena estate possano superare i 50 °C, con rischi gravi di ipertermia, danni renali e problemi cardiaci per chi lavora all’aperto. Il divieto di lavoro a mezzogiorno ha contribuito a ridurre del quasi un terzo i ricoveri per colpo di calore negli ultimi dieci anni. Per le multinazionali dell’edilizia e della logistica, rispettare la normativa è una questione sia legale che di reputazione. Le aziende devono riorganizzare i turni, anticipare le consegne mattutine e dotare i supervisori di misuratori portatili WBGT (Wet Bulb Globe Temperature) per documentare le condizioni ambientali. I project manager devono inoltre prevedere possibili ritardi e discutere eventuali proroghe contrattuali con i clienti. Le autorità degli UAE considerano questa politica parte di un più ampio programma di tutela dei lavoratori, che include regole standardizzate per il pagamento degli stipendi, assicurazione contro la disoccupazione e recenti riforme sui limiti delle ore straordinarie. Le aziende che adottano tecnologie come dispositivi indossabili IoT per monitorare la temperatura corporea interna possono trasformare l’adeguamento normativo in un vantaggio di produttività e sicurezza, dimostrando al contempo l’allineamento agli standard ESG internazionali.
Fonte: Al Khaleej
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