
Un rapporto trasversale pubblicato questa mattina dal Comitato Giustizia e Affari Interni della Camera dei Lord rappresenta la critica parlamentare più netta finora rivolta alla consultazione del Home Office sull’estensione del percorso per la residenza permanente (Indefinite Leave to Remain, ILR) per la maggior parte dei migranti lavorativi, da cinque a dieci anni. I membri del Parlamento accettano che il governo possa modificare le regole per i nuovi arrivi, ma concludono che applicare il periodo più lungo a chi è stato assunto e ha costruito la propria vita nel Regno Unito basandosi su un percorso di cinque anni violerebbe le aspettative legittime e “minerebbe la fiducia nel sistema”.
Il comitato evidenzia diversi rischi operativi ed economici. I datori di lavoro che hanno assegnato Certificati di Sponsorizzazione e pacchetti di trasferimento basandosi su una tempistica di cinque anni per l’ILR potrebbero affrontare costi di retention più elevati o perdere personale chiave a metà incarico. Il rapporto principale avverte che le multinazionali potrebbero “riflettere due volte prima di localizzare progetti di alto valore in Gran Bretagna” se le regole sull’immigrazione risultano imprevedibili.
Un’altra preoccupazione riguarda le lacune nei dati. I membri sottolineano che il Home Office non ha pubblicato statistiche sui controlli di uscita da tre anni. Senza informazioni affidabili su quanti lavoratori sponsorizzati lasciano il paese alla scadenza del visto, il comitato sostiene che i ministri non dispongono di prove che l’allungamento del percorso per l’ILR ridurrà effettivamente la migrazione netta.
Praticamente, il rapporto invita il governo a: 1) escludere l’applicazione retroattiva; 2) pubblicare una valutazione dell’impatto economico; 3) mantenere la parità tra richiedenti principali e familiari a carico, affinché le famiglie possano stabilirsi insieme; 4) riformare il test Life in the UK e ampliare i finanziamenti per l’ESOL a supporto dell’integrazione.
Le aziende sono consigliate di rivedere ora le politiche di mobilità e prevedere nel budget la possibilità che il personale necessiti di un ulteriore visto quinquennale prima di poter accedere all’ILR. Il Home Office afferma che “valuterà attentamente” le raccomandazioni della Camera dei Lord mentre analizza oltre 9.000 risposte alla consultazione. Una decisione formale sulla politica è attesa per la prossima estate. Fino ad allora, i datori di lavoro dovrebbero continuare ad assegnare Certificati di Sponsorizzazione basandosi su almeno cinque anni di idoneità e mantenere i dipendenti interessati informati sui possibili tempi.
Il comitato evidenzia diversi rischi operativi ed economici. I datori di lavoro che hanno assegnato Certificati di Sponsorizzazione e pacchetti di trasferimento basandosi su una tempistica di cinque anni per l’ILR potrebbero affrontare costi di retention più elevati o perdere personale chiave a metà incarico. Il rapporto principale avverte che le multinazionali potrebbero “riflettere due volte prima di localizzare progetti di alto valore in Gran Bretagna” se le regole sull’immigrazione risultano imprevedibili.
Un’altra preoccupazione riguarda le lacune nei dati. I membri sottolineano che il Home Office non ha pubblicato statistiche sui controlli di uscita da tre anni. Senza informazioni affidabili su quanti lavoratori sponsorizzati lasciano il paese alla scadenza del visto, il comitato sostiene che i ministri non dispongono di prove che l’allungamento del percorso per l’ILR ridurrà effettivamente la migrazione netta.
Praticamente, il rapporto invita il governo a: 1) escludere l’applicazione retroattiva; 2) pubblicare una valutazione dell’impatto economico; 3) mantenere la parità tra richiedenti principali e familiari a carico, affinché le famiglie possano stabilirsi insieme; 4) riformare il test Life in the UK e ampliare i finanziamenti per l’ESOL a supporto dell’integrazione.
Le aziende sono consigliate di rivedere ora le politiche di mobilità e prevedere nel budget la possibilità che il personale necessiti di un ulteriore visto quinquennale prima di poter accedere all’ILR. Il Home Office afferma che “valuterà attentamente” le raccomandazioni della Camera dei Lord mentre analizza oltre 9.000 risposte alla consultazione. Una decisione formale sulla politica è attesa per la prossima estate. Fino ad allora, i datori di lavoro dovrebbero continuare ad assegnare Certificati di Sponsorizzazione basandosi su almeno cinque anni di idoneità e mantenere i dipendenti interessati informati sui possibili tempi.
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