
Il Congresso Nazionale dei Sindacati di Singapore (NTUC) ha avviato una campagna urgente di ricollocamento per oltre 400 lavoratori migranti, principalmente indiani, rimasti senza stipendio e senza lavoro dopo il fallimento di tre aziende di ingegneria. Le società, che condividono un direttore di origine indiana attualmente irreperibile, non hanno pagato gli stipendi per fino a quattro mesi prima di cessare le attività. In collaborazione con il Migrant Workers’ Centre e il Ministero della Manodopera (MoM), l’NTUC ha ottenuto l’interesse di oltre 80 datori di lavoro singaporiani che offrono quasi 400 posti vacanti. È stata inoltre organizzata la ricollocazione in un dormitorio comune e un supporto temporaneo in contanti e buoni spesa (300 dollari singaporiani per lavoratore), mentre le richieste di recupero salari vengono gestite tramite l’Alleanza Tripartita per la Gestione delle Controversie. L’episodio mette in luce le vulnerabilità persistenti nel corridoio lavorativo tra Golfo e Sud-est asiatico, che convoglia migliaia di operai indiani nei settori dell’edilizia e della cantieristica navale. A differenza del sistema kafala del Medio Oriente, il sistema di permessi di lavoro di Singapore consente il trasferimento tra datori di lavoro, ma i lavoratori dipendono ancora dal patrocinio del datore per alloggio e stipendio, rimanendo esposti in caso di chiusura improvvisa delle aziende. Per le agenzie di collocamento indiane e i team di mobilità aziendale, il caso rappresenta un monito a verificare la solidità finanziaria dei datori di lavoro partner e a garantire fondi di emergenza o assicurazioni adeguate. La Commissione Alta Indiana a Singapore sta monitorando la situazione, ma non ha ancora annunciato piani di evacuazione o rimpatrio, segnalando fiducia nel successo della ricollocazione. Se le richieste di pagamento dovessero prolungarsi, gli assegnati potrebbero affrontare problemi di liquidità e scadenza del visto. I responsabili della mobilità con personale in settori simili sono invitati a informare i lavoratori sulle linee di assistenza del MoM, a mantenere i passaporti in possesso dei lavoratori e a seguire protocolli per la fornitura di salari d’emergenza.
Fonte: Business Standard
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