
La Germania si appresta ad affrontare la prima stagione principale di vacanze dall’entrata in vigore del Sistema biometrico di Entrata-Uscita (EES) dell’UE, e le compagnie aeree lanciano l’allarme. In una lettera inviata ai regolatori europei, resa nota il 30 giugno, Airlines for Europe (A4E) ha denunciato che la nuova procedura richiede già “fino a quattro volte più tempo” rispetto al vecchio sistema di timbratura del passaporto, e che molti aeroporti tedeschi sono ancora privi di sufficienti varchi elettronici, scanner per le impronte digitali e personale di polizia di frontiera adeguatamente formato.
Con l’EES, ogni viaggiatore proveniente da un “paese terzo” extra UE/Schengen deve fornire impronte digitali e un’immagine del volto al primo ingresso, e viene registrato ad ogni successivo passaggio. Sebbene il sistema prometta un controllo più rigoroso dei soggiorni irregolari, A4E avverte che le code nei giorni di picco potrebbero estendersi fino ai terminal, a meno che la Germania non aumenti temporaneamente il personale e le attrezzature o non eserciti l’opzione legale di sospendere alcune parti del sistema durante i momenti di congestione.
L’operatore aeroportuale FBB (BER) e l’associazione di settore ACI Europe sostengono questa richiesta, citando test effettuati a Roma, Parigi e Atene, dove i tempi di controllo primario sono passati da 30-45 secondi a oltre due minuti per passeggero. Negli scali più trafficati della Germania — Francoforte, Monaco e Berlino — si prevede che i volumi di passeggeri supereranno i record pre-pandemia già a luglio, lasciando poco margine per problemi iniziali.
Per i programmi di viaggio aziendali, i tempi più lunghi ai controlli di frontiera potrebbero tradursi in coincidenze ferroviarie o aeree perse e costi maggiori per la gestione della sicurezza dei dipendenti. I travel manager stanno già consigliando al personale proveniente da Regno Unito, Stati Uniti e altri paesi esenti da visto di presentarsi almeno 45 minuti prima del solito, di portare con sé le carte d’imbarco stampate per evitare di rifare la fila alle compagnie aeree, e di iscriversi ai programmi pilota dei varchi elettronici automatizzati dove disponibili.
Dal punto di vista politico, l’episodio mette in luce le difficoltà crescenti quando i controlli digitali alle frontiere si scontrano con infrastrutture aeroportuali obsolete. Se la Germania non riuscirà a dimostrare di poter gestire le code, Bruxelles potrebbe subire nuove pressioni per rinviare la seconda grande fase della digitalizzazione delle frontiere — il Sistema europeo di informazione e autorizzazione per i viaggi (ETIAS) — attualmente previsto per i primi mesi del 2027.
Con l’EES, ogni viaggiatore proveniente da un “paese terzo” extra UE/Schengen deve fornire impronte digitali e un’immagine del volto al primo ingresso, e viene registrato ad ogni successivo passaggio. Sebbene il sistema prometta un controllo più rigoroso dei soggiorni irregolari, A4E avverte che le code nei giorni di picco potrebbero estendersi fino ai terminal, a meno che la Germania non aumenti temporaneamente il personale e le attrezzature o non eserciti l’opzione legale di sospendere alcune parti del sistema durante i momenti di congestione.
L’operatore aeroportuale FBB (BER) e l’associazione di settore ACI Europe sostengono questa richiesta, citando test effettuati a Roma, Parigi e Atene, dove i tempi di controllo primario sono passati da 30-45 secondi a oltre due minuti per passeggero. Negli scali più trafficati della Germania — Francoforte, Monaco e Berlino — si prevede che i volumi di passeggeri supereranno i record pre-pandemia già a luglio, lasciando poco margine per problemi iniziali.
Per i programmi di viaggio aziendali, i tempi più lunghi ai controlli di frontiera potrebbero tradursi in coincidenze ferroviarie o aeree perse e costi maggiori per la gestione della sicurezza dei dipendenti. I travel manager stanno già consigliando al personale proveniente da Regno Unito, Stati Uniti e altri paesi esenti da visto di presentarsi almeno 45 minuti prima del solito, di portare con sé le carte d’imbarco stampate per evitare di rifare la fila alle compagnie aeree, e di iscriversi ai programmi pilota dei varchi elettronici automatizzati dove disponibili.
Dal punto di vista politico, l’episodio mette in luce le difficoltà crescenti quando i controlli digitali alle frontiere si scontrano con infrastrutture aeroportuali obsolete. Se la Germania non riuscirà a dimostrare di poter gestire le code, Bruxelles potrebbe subire nuove pressioni per rinviare la seconda grande fase della digitalizzazione delle frontiere — il Sistema europeo di informazione e autorizzazione per i viaggi (ETIAS) — attualmente previsto per i primi mesi del 2027.
Fonte: Berliner Zeitung
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