
I vacanzieri diretti verso l’Europa continentale questo mese hanno ricevuto una notizia positiva domenica, quando la ministra dei Trasporti britannica Heidi Alexander ha confermato che Regno Unito e Francia dispiegheranno congiuntamente centinaia di agenti aggiuntivi a Dover, Folkestone, London St Pancras e ai porti del Canale di Calais e Dunkerque. Il piano d’emergenza – concordato dopo frenetiche trattative bilaterali nel fine settimana – è pensato per evitare che il nuovo Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES) paralizzi il traffico attraverso il Canale con l’inizio delle vacanze scolastiche.
Da aprile di quest’anno, ogni viaggiatore non appartenente all’UE che entra o esce dall’area Schengen deve fornire impronte digitali e una scansione facciale oltre ai dati del passaporto. Gli operatori segnalano che i chioschi forniti dalla Francia si sono rivelati inaffidabili, costringendo la polizia di frontiera a processare manualmente i passeggeri in auto – una procedura che ha aggiunto fino a quattro ore e mezza ai tempi di partenza da Dover durante la pausa scolastica di maggio. Con un aumento del traffico previsto del 50% per il prossimo weekend, i deputati della commissione interna della Camera dei Comuni hanno avvertito di “caos totale e chilometri di code”.
Secondo l’accordo, la Francia invierà 120 agenti aggiuntivi a lavorare sul suolo britannico e il governo UK stanzierà ulteriori 20 milioni di sterline per installare ulteriori cabine passaporti e tablet biometrici. I passeggeri in pullman e gli autisti di mezzi pesanti saranno indirizzati in corsie dedicate per minimizzare i disagi. Il Dipartimento dei Trasporti afferma che le misure dovrebbero aumentare la capacità delle cabine a 800 auto all’ora – circa il doppio dell’attuale – ma ammette che le code sono comunque probabili nelle ore di punta fino a quando l’UE non aggiornerà i suoi dispositivi biometrici.
Per i responsabili viaggi e i team di mobilità globale il messaggio è chiaro: consigliare al personale di prevedere ampi margini nei programmi, favorire alternative ferroviarie o aeree quando possibile e informare i viaggiatori sui nuovi requisiti di impronte digitali e foto. Le organizzazioni che gestiscono trasferimenti di gruppo o navette per espatriati attraverso il Canale potrebbero anche voler rivedere le proprie politiche di duty of care alla luce delle lunghe attese possibili in caso di malfunzionamenti tecnologici.
A lungo termine, il Regno Unito sta facendo pressione su Bruxelles per un accordo reciproco sugli e-gate che permetta ai titolari di passaporto britannico di utilizzare i canali automatici già disponibili per cittadini australiani, statunitensi e canadesi nei principali aeroporti europei. Le trattative sono in corso, ma i funzionari ammettono che un accordo è improbabile prima che l’EES diventi pienamente operativo entro la fine dell’anno.
Da aprile di quest’anno, ogni viaggiatore non appartenente all’UE che entra o esce dall’area Schengen deve fornire impronte digitali e una scansione facciale oltre ai dati del passaporto. Gli operatori segnalano che i chioschi forniti dalla Francia si sono rivelati inaffidabili, costringendo la polizia di frontiera a processare manualmente i passeggeri in auto – una procedura che ha aggiunto fino a quattro ore e mezza ai tempi di partenza da Dover durante la pausa scolastica di maggio. Con un aumento del traffico previsto del 50% per il prossimo weekend, i deputati della commissione interna della Camera dei Comuni hanno avvertito di “caos totale e chilometri di code”.
Secondo l’accordo, la Francia invierà 120 agenti aggiuntivi a lavorare sul suolo britannico e il governo UK stanzierà ulteriori 20 milioni di sterline per installare ulteriori cabine passaporti e tablet biometrici. I passeggeri in pullman e gli autisti di mezzi pesanti saranno indirizzati in corsie dedicate per minimizzare i disagi. Il Dipartimento dei Trasporti afferma che le misure dovrebbero aumentare la capacità delle cabine a 800 auto all’ora – circa il doppio dell’attuale – ma ammette che le code sono comunque probabili nelle ore di punta fino a quando l’UE non aggiornerà i suoi dispositivi biometrici.
Per i responsabili viaggi e i team di mobilità globale il messaggio è chiaro: consigliare al personale di prevedere ampi margini nei programmi, favorire alternative ferroviarie o aeree quando possibile e informare i viaggiatori sui nuovi requisiti di impronte digitali e foto. Le organizzazioni che gestiscono trasferimenti di gruppo o navette per espatriati attraverso il Canale potrebbero anche voler rivedere le proprie politiche di duty of care alla luce delle lunghe attese possibili in caso di malfunzionamenti tecnologici.
A lungo termine, il Regno Unito sta facendo pressione su Bruxelles per un accordo reciproco sugli e-gate che permetta ai titolari di passaporto britannico di utilizzare i canali automatici già disponibili per cittadini australiani, statunitensi e canadesi nei principali aeroporti europei. Le trattative sono in corso, ma i funzionari ammettono che un accordo è improbabile prima che l’EES diventi pienamente operativo entro la fine dell’anno.
Fonte: The Guardian
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