
Nella mattinata di giovedì 16 luglio, i membri del sindacato dei lavoratori dei trasporti (TWU) hanno organizzato presidi coordinati negli aeroporti di Sydney, Melbourne, Brisbane e Perth, accusando la società di gestione a terra Swissport e il suo principale cliente Qantas di alimentare una “corsa al ribasso” su salari, sicurezza e stabilità lavorativa. Il sindacato sostiene che, da quando Qantas ha esternalizzato illegalmente circa 1.700 posti di lavoro tra rampa e bagagli a Swissport nel 2020, i tassi di infortuni sono aumentati e gli standard di formazione sono peggiorati. Michael Kaine, segretario nazionale del TWU, ha dichiarato ai media che i lavoratori continuano a segnalare “quasi incidenti, legamenti strappati e cronica carenza di personale”, mentre i turni a chiamata rendono impossibile trattenere personale esperto. Swissport respinge le accuse, affermando che gli infortuni registrabili sono diminuiti del 56% sotto il suo regime di sicurezza e che meno del 10% della sua forza lavoro è iscritta al sindacato. Le proteste di giovedì hanno causato lievi ritardi nello scarico bagagli e nel pushback degli aerei durante la fascia mattutina, con Qantas che ha consigliato ai clienti di prevedere tempi extra. Nessun volo è stato cancellato, ma i responsabili dei viaggi aziendali hanno avvertito di possibili effetti a catena durante il periodo intenso delle vacanze invernali. Al centro della controversia c’è il processo di contrattazione collettiva ordinato dalla Fair Work Commission, previsto per la fine dell’anno. Il TWU chiede impegni per trasformare i lavoratori a chiamata di lungo termine in ruoli permanenti, limitare i turni spezzati e garantire rapporti di personale adeguati per compiti ad alto rischio come il carico di aeromobili wide-body. Swissport sostiene che una gestione flessibile delle risorse è essenziale per un settore post-Covid che opera ancora sotto i livelli del 2019. Per i team di mobilità che gestiscono il personale in entrata e uscita dall’Australia, l’episodio evidenzia la continua volatilità nelle relazioni industriali lungo la catena di fornitura dell’aviazione. Gli esperti consigliano alle aziende di monitorare le date previste per le trattative e di prevedere margini di tempo nei programmi per le missioni fly-in fly-out essenziali. Raccomandano inoltre di assicurarsi che i viaggiatori abbiano bagagli con etichette prioritarie o tracciamento intelligente per mitigare eventuali rallentamenti nella gestione a terra in caso di escalation delle azioni sindacali.
Fonte: Australian Aviation
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