
Un gruppo bipartisan di legislatori ha proposto la creazione di una nuova categoria di visto “W” dedicata agli assistenti domiciliari, presentando il disegno di legge H.R. 9234—Careworker Visa Act—nel Registro del Congresso il 28 luglio 2026. La proposta prevede un visto non immigrante rinnovabile di tre anni per cittadini stranieri qualificati che offrono assistenza all’infanzia, agli anziani o alle persone con disabilità in abitazioni private e piccoli contesti comunitari. Coniugi e figli minorenni otterrebbero uno status derivato con autorizzazione al lavoro.
Secondo il progetto, i datori di lavoro—comprese le singole famiglie—dovranno ottenere una certificazione dal Dipartimento del Lavoro che attesti il reclutamento di lavoratori statunitensi a salari correnti prima di sponsorizzare un assistente. Il numero di visti sarà assegnato tramite una formula basata sulla domanda e sulle proiezioni demografiche, partendo da 65.000 visti annui con un minimo di 20.000 riservati all’assistenza agli anziani. I titolari potranno richiedere la residenza permanente dopo cinque anni di impiego continuativo e buona condotta.
I promotori, i rappresentanti Gabe Vásquez (D-NM) e Chrissy Houlahan (D-PA), hanno evidenziato la “grave e crescente carenza” di personale assistenziale, mentre la popolazione americana over 65 è destinata a raddoppiare entro il 2040. Associazioni di settore come l’American Health Care Association sostengono la misura, sottolineando che la professionalizzazione del settore e l’introduzione di percorsi di lavoro legali ridurranno lo sfruttamento nel mercato informale di tate e assistenti domiciliari.
Dal punto di vista della mobilità internazionale, il disegno di legge introdurrebbe un nuovo tipo di petizione, richiedendo ai team di global mobility aziendali che trasferiscono dirigenti con familiari a carico o organizzano assistenza a lungo termine di collaborare con fornitori HR domestici per garantire la conformità. Potrebbero essere necessarie revisioni delle politiche di equalizzazione fiscale, poiché gli assistenti potrebbero acquisire più rapidamente la residenza fiscale negli Stati Uniti grazie allo status rinnovabile.
Gli esperti di immigrazione osservano inoltre che il visto W potrebbe competere con, o sostituire, l’attuale programma J-1 per au pair, che ha subito controlli regolatori per violazioni su salari e orari di lavoro. La Commissione Giustizia della Camera terrà un’audizione dopo la pausa di agosto. Nonostante le difficoltà in un anno elettorale turbolento, il focus ristretto sull’offerta di manodopera e le tutele salariali integrate aumentano le probabilità di approvazione rispetto a recenti riforme migratorie più ampie. I datori di lavoro che dipendono dagli assistenti domiciliari dovrebbero monitorare eventuali quote pilota che potrebbero essere inserite nel ciclo di stanziamenti per l’anno fiscale 2027.
Secondo il progetto, i datori di lavoro—comprese le singole famiglie—dovranno ottenere una certificazione dal Dipartimento del Lavoro che attesti il reclutamento di lavoratori statunitensi a salari correnti prima di sponsorizzare un assistente. Il numero di visti sarà assegnato tramite una formula basata sulla domanda e sulle proiezioni demografiche, partendo da 65.000 visti annui con un minimo di 20.000 riservati all’assistenza agli anziani. I titolari potranno richiedere la residenza permanente dopo cinque anni di impiego continuativo e buona condotta.
I promotori, i rappresentanti Gabe Vásquez (D-NM) e Chrissy Houlahan (D-PA), hanno evidenziato la “grave e crescente carenza” di personale assistenziale, mentre la popolazione americana over 65 è destinata a raddoppiare entro il 2040. Associazioni di settore come l’American Health Care Association sostengono la misura, sottolineando che la professionalizzazione del settore e l’introduzione di percorsi di lavoro legali ridurranno lo sfruttamento nel mercato informale di tate e assistenti domiciliari.
Dal punto di vista della mobilità internazionale, il disegno di legge introdurrebbe un nuovo tipo di petizione, richiedendo ai team di global mobility aziendali che trasferiscono dirigenti con familiari a carico o organizzano assistenza a lungo termine di collaborare con fornitori HR domestici per garantire la conformità. Potrebbero essere necessarie revisioni delle politiche di equalizzazione fiscale, poiché gli assistenti potrebbero acquisire più rapidamente la residenza fiscale negli Stati Uniti grazie allo status rinnovabile.
Gli esperti di immigrazione osservano inoltre che il visto W potrebbe competere con, o sostituire, l’attuale programma J-1 per au pair, che ha subito controlli regolatori per violazioni su salari e orari di lavoro. La Commissione Giustizia della Camera terrà un’audizione dopo la pausa di agosto. Nonostante le difficoltà in un anno elettorale turbolento, il focus ristretto sull’offerta di manodopera e le tutele salariali integrate aumentano le probabilità di approvazione rispetto a recenti riforme migratorie più ampie. I datori di lavoro che dipendono dagli assistenti domiciliari dovrebbero monitorare eventuali quote pilota che potrebbero essere inserite nel ciclo di stanziamenti per l’anno fiscale 2027.
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