
La mobilità attraverso la Manica si è bloccata nel pomeriggio di giovedì 17 settembre 2026, quando circa quaranta membri del sindacato CGT hanno bloccato il porto di Calais, principale punto di collegamento marittimo tra Francia e Regno Unito. L’azione spontanea, iniziata alle 14:00 ora locale, ha chiuso le aree di imbarco sia per i passeggeri dei traghetti che per i camion merci. DFDS, P&O Ferries e Irish Ferries hanno dovuto cancellare le traversate, mentre Eurotunnel Le Shuttle ha registrato code con i conducenti dirottati verso il tunnel. I rappresentanti sindacali hanno spiegato che la protesta è il culmine di una campagna durata un anno per ottenere nuove assunzioni, necessarie a fronteggiare la cronica carenza di personale nella gestione del traffico, sicurezza, gru e ormeggio. Le trattative con la direzione e la sotto-prefettura si erano arenate, spingendo il sindacato a usare quello che hanno definito “l’unico strumento rimasto: bloccare il traffico”. Il disagio ha subito colpito le catene di approvvigionamento just-in-time che servono supermercati britannici e stabilimenti francesi dipendenti da componenti spediti via Dover–Calais. Le aziende di logistica hanno attivato rotte alternative via Zeebrugge e Cherbourg, allungando i tempi di consegna fino a 12 ore e aumentando i costi per le merci a temperatura controllata. Dopo sei ore di negoziati, la direzione portuale ha accettato di creare otto nuovi posti di lavoro (tre supervisori di turno, tre operatori portuali, un contabile e un operatore di gru). La CGT ha rimosso il blocco alle 20:00, permettendo la ripresa del traffico passeggeri e merci. Le compagnie di traghetti hanno lavorato tutta la notte con un programma “di recupero”, ma gli operatori hanno avvertito che le norme sugli orari di guida potrebbero ritardare il completo ritorno alla normalità fino a sabato mattina. Per i responsabili della mobilità globale, l’episodio evidenzia la fragilità del corridoio di approvvigionamento e trasporto attraverso la Manica, mentre la Francia si avvicina all’implementazione completa del Sistema di Entrata/Uscita UE, che rischia di allungare ulteriormente i controlli alle frontiere. Le aziende che movimentano merci di alto valore o spostano personale tra Regno Unito e Europa continentale dovrebbero rivedere i piani di trasporto di emergenza e considerare porti alternativi come Dunkerque o Le Havre in caso di futuri conflitti sindacali.
Fonte: Radio 6 – Calais
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