
Circa 5.500 manifestanti sono scesi in piazza il 20 settembre sul Passeig de Gràcia di Barcellona per protestare contro il progetto di ampliamento dell’aeroporto Josep Tarradellas Barcelona–El Prat. La piattaforma ambientalista Zeroport, sostenuta da ERC, Barcelona en Comú e CUP, sostiene che l’allungamento della terza pista peggiorerebbe la carenza di alloggi, le emissioni di CO2 e la saturazione turistica. La protesta arriva pochi giorni dopo che il Consiglio dei Ministri spagnolo ha approvato il terzo Documento di Regolamentazione Aeroportuale (DORA III) per il periodo 2027-2031, destinando 1,76 miliardi di euro a El Prat. Sebbene DORA III non autorizzi ancora l’estensione della pista, prevede lavori preparatori, alimentando le speculazioni su un possibile rilancio del progetto dopo le elezioni catalane del prossimo anno. I relatori hanno invece chiesto un collegamento ferroviario ad alta velocità tra Barcellona e l’aeroporto di Girona, sostenendo che le strutture regionali poco utilizzate potrebbero assorbire la crescita futura dei passeggeri. I sindaci locali hanno avvertito che l’aumento dei voli farebbe salire gli affitti nei comuni limitrofi, già alle prese con il sovraffollamento turistico. Per i responsabili dei viaggi aziendali, l’incertezza sulla capacità di El Prat potrebbe influenzare le strategie di scelta degli hub per meeting e incentivi in Iberia. Se l’ampliamento dovesse slittare, dal 2028 le compagnie aeree potrebbero trovarsi a fronteggiare limitazioni negli slot, con un aumento delle tariffe nel secondo aeroporto più trafficato di Spagna e uno spostamento verso Madrid o Valencia. Le famiglie espatriate che valutano un trasferimento in Catalogna dovrebbero monitorare le modifiche alle zone di contenimento del rumore, che potrebbero influenzare le opzioni abitative.
Fonte: El País