
Il Consiglio Nazionale austriaco (Nationalrat) ha modificato silenziosamente la legge sull’assegno familiare e i regolamenti correlati per garantire che gli ucraini fuggiti dall’invasione russa continuino a ricevere gli stessi benefici familiari dei residenti austriaci. Le modifiche, approvate il 23 settembre e pubblicate il 25, annullano una clausola controversa che richiedeva agli ucraini sfollati di dimostrare un impiego retribuito o una registrazione attiva come disoccupati per mantenere il diritto a Familienbeihilfe (assegno familiare) e Kinderbetreuungsgeld (indennità per l’assistenza all’infanzia). La condizione lavorativa, introdotta in primavera, era stata criticata da ONG e datori di lavoro perché penalizzava soprattutto le madri, ancora alle prese con barriere linguistiche e problemi di cura dei figli. Le nuove regole eliminano retroattivamente l’obbligo di lavoro o registrazione AMS a partire dal 1° luglio 2026. Inoltre, chi ha lo status di protezione sussidiaria e si trova ancora in strutture di assistenza di base (Grundversorgung) non sarà più escluso dai benefici se i figli vivono con loro. L’unica eccezione riguarda le famiglie in cui uno dei genitori o il bambino riceve già pagamenti in contanti da Grundversorgung; in questi casi i benefici restano esclusi, salvo che il bambino abbia una disabilità grave. Sebbene il disegno di legge debba ancora passare al Consiglio Federale, il governo prevede che l’iter finale sarà una formalità. Il Ministero delle Finanze ha invitato le famiglie idonee ad attendere la conclusione del processo legislativo prima di presentare nuove o integrative richieste all’Agenzia delle Entrate austriaca. Una volta in vigore, la misura riallineerà l’Austria a una decisione esecutiva del Consiglio UE che impone agli Stati membri di garantire agli sfollati ucraini “lo stesso accesso al welfare sociale e al supporto all’integrazione dei cittadini nazionali”. Per i responsabili della mobilità internazionale, questo cambiamento elimina un importante problema di conformità: i dipendenti ucraini in missione temporanea avranno nuovamente la certezza legale che i loro benefici familiari sono tutelati, riducendo la necessità di integrazioni ad hoc da parte dei datori di lavoro. I reparti HR dovranno comunque prepararsi ad assistere il personale nella raccolta della documentazione retroattiva, poiché l’ufficio fiscale richiederà quasi certamente prove di residenza e iscrizione dei figli a scuole o asili austriaci. Le aziende con accordi di shadow payroll dovranno inoltre rivedere le previsioni sui benefici per la seconda metà del 2026. La decisione potrebbe anticipare una revisione più ampia dell’approccio austriaco verso i beneficiari di protezione temporanea. Funzionari del Ministero dell’Interno hanno suggerito questa settimana che le quote per i permessi di lavoro agli ucraini potrebbero essere allentate nel bando 2027, facilitando l’accesso alla Red-White-Red Card e trasformando potenzialmente la protezione a breve termine in un bacino di talenti a lungo termine per settori con gravi carenze di manodopera come IT e sanità. Le multinazionali dovrebbero monitorare il calendario parlamentare: prima della pausa natalizia è atteso un pacchetto di misure che armonizzerà norme fiscali, lavorative e di residenza.
Fonte: The Local Austria
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