
Una domenica turbolenta per l'aviazione del Golfo ha lasciato bloccati decine di viaggiatori indiani dopo che 46 voli sono stati ritardati o cancellati negli aeroporti di Dubai, Abu Dhabi e Sharjah il 27 settembre. Secondo Khaleej Times, i disagi hanno coinvolto sia voli regionali che a lungo raggio; tra le cancellazioni figurano il volo Air India Express IX da Kochi e il servizio SpiceJet SG 5060 da Mumbai. Emirates, Flydubai ed Etihad hanno segnalato ritardi che andavano da 30 minuti a quasi 19 ore, causati in parte dagli effetti a catena delle chiusure aeroportuali a Sochi, in Russia, e dalla fitta nebbia su alcune zone del Golfo.
Il corridoio aereo India-UAE è il più trafficato al mondo, con oltre 14 milioni di passeggeri previsti nel 2025, e il problema di domenica evidenzia come i disservizi nel Golfo possano rapidamente compromettere gli itinerari di viaggio aziendali indiani. Gli hub degli Emirati Arabi Uniti sono punti di transito fondamentali per Africa, Europa e Americhe; un volo cancellato da Kochi a Dubai può quindi compromettere le coincidenze per New York o Nairobi prenotate con lo stesso PNR.
Le compagnie aeree hanno cercato di limitare i disagi: Emirates ha riprenotato i passeggeri bloccati su voli successivi e offerto sistemazioni alberghiere per ritardi notturni superiori a otto ore. SpiceJet ha comunicato che i passeggeri da Delhi e Mumbai coinvolti possono richiedere un rimborso completo o riprogrammare senza penali entro sette giorni. Tuttavia, le agenzie di gestione viaggi hanno segnalato incontri persi e depositi alberghieri non recuperati per gruppi aziendali diretti a fiere commerciali a Francoforte e Riyadh.
Per i team di mobilità, l’episodio è un monito: il meteo nel Golfo (nebbia in inverno, tempeste di sabbia in primavera) e la sovrapianificazione nei momenti di punta continuano a rappresentare sfide di affidabilità, nonostante le compagnie hub abbiano in gran parte ripristinato la capacità pre-Covid. Gli esperti consigliano di prevedere scali più lunghi per viaggi mission-critical, acquistare tariffe flessibili che permettano il reindirizzamento via Muscat o Doha e abbonarsi al Global Travel Adapter di IATA per ricevere avvisi in tempo reale sulle interruzioni.
Le autorità degli UAE, intanto, hanno ribadito che gli aeroporti operano ora a “quasi piena capacità” e prevedono che il traffico supererà i livelli del 2019 entro fine anno. Con le compagnie indiane che puntano a ottenere ulteriori diritti bilaterali nel prossimo orario invernale, gli analisti del settore avvertono che la pressione sulle infrastrutture potrebbe aumentare, a meno che la coordinazione degli slot e il personale del controllo del traffico aereo non vengano potenziati di pari passo.
Il corridoio aereo India-UAE è il più trafficato al mondo, con oltre 14 milioni di passeggeri previsti nel 2025, e il problema di domenica evidenzia come i disservizi nel Golfo possano rapidamente compromettere gli itinerari di viaggio aziendali indiani. Gli hub degli Emirati Arabi Uniti sono punti di transito fondamentali per Africa, Europa e Americhe; un volo cancellato da Kochi a Dubai può quindi compromettere le coincidenze per New York o Nairobi prenotate con lo stesso PNR.
Le compagnie aeree hanno cercato di limitare i disagi: Emirates ha riprenotato i passeggeri bloccati su voli successivi e offerto sistemazioni alberghiere per ritardi notturni superiori a otto ore. SpiceJet ha comunicato che i passeggeri da Delhi e Mumbai coinvolti possono richiedere un rimborso completo o riprogrammare senza penali entro sette giorni. Tuttavia, le agenzie di gestione viaggi hanno segnalato incontri persi e depositi alberghieri non recuperati per gruppi aziendali diretti a fiere commerciali a Francoforte e Riyadh.
Per i team di mobilità, l’episodio è un monito: il meteo nel Golfo (nebbia in inverno, tempeste di sabbia in primavera) e la sovrapianificazione nei momenti di punta continuano a rappresentare sfide di affidabilità, nonostante le compagnie hub abbiano in gran parte ripristinato la capacità pre-Covid. Gli esperti consigliano di prevedere scali più lunghi per viaggi mission-critical, acquistare tariffe flessibili che permettano il reindirizzamento via Muscat o Doha e abbonarsi al Global Travel Adapter di IATA per ricevere avvisi in tempo reale sulle interruzioni.
Le autorità degli UAE, intanto, hanno ribadito che gli aeroporti operano ora a “quasi piena capacità” e prevedono che il traffico supererà i livelli del 2019 entro fine anno. Con le compagnie indiane che puntano a ottenere ulteriori diritti bilaterali nel prossimo orario invernale, gli analisti del settore avvertono che la pressione sulle infrastrutture potrebbe aumentare, a meno che la coordinazione degli slot e il personale del controllo del traffico aereo non vengano potenziati di pari passo.
Fonte: Khaleej Times
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