
Immigrazione, Rifugiati e Cittadinanza Canada (IRCC) ha pubblicato nuove linee guida operative che invitano gli ufficiali a non rifiutare una domanda di permesso di lavoro legata a un datore di lavoro specifico solo perché l’indirizzo dell’azienda è una residenza privata. L’aggiornamento del 7 ottobre sottolinea che sempre più piccole imprese canadesi—e molte start-up—operano interamente online o da una stanza in casa. Un indirizzo residenziale viene quindi considerato solo come un elemento tra molti nella valutazione della genuinità dell’offerta di lavoro.
Gli ufficiali devono invece basarsi su quattro criteri: 1) se il datore di lavoro è attivamente coinvolto nell’attività, 2) se l’assunzione proposta risponde a un reale bisogno di personale, 3) se l’azienda è in grado di pagare i salari dichiarati rispettando le normative federali e provinciali sul lavoro, e 4) se l’attività è conforme alle leggi sull’occupazione e sul reclutamento. Nessun singolo fattore è decisivo; gli ufficiali devono valutare il quadro complessivo.
Le linee guida forniscono esempi pratici. Uno studio di grafica incorporato, che presenta dichiarazioni fiscali, conserva contratti e registri di buste paga e necessita di un designer aggiuntivo, può superare il controllo anche se opera da un condominio. Al contrario, un ristorante “solo sulla carta”, costituito in un’abitazione suburbana ma incapace di dimostrare ricavi, strutture di cucina o fatture dai fornitori, verrà respinto.
La politica prevede inoltre che, in caso di dubbi, gli ufficiali inviino una Lettera di Equità Procedurale di 15 giorni per permettere al datore di lavoro di fornire ulteriori prove—un passaggio fondamentale per multinazionali e piccole imprese.
Per i responsabili della mobilità globale, il messaggio chiave è la documentazione. Le entità canadesi domiciliari o ibride che intendono sponsorizzare talenti tramite il Programma di Mobilità Internazionale devono conservare dichiarazioni fiscali, licenze commerciali, fatture clienti, contratti e riepiloghi delle buste paga. Devono inoltre essere pronte a spiegare come il lavoratore straniero svolgerà le sue mansioni da remoto o presso i clienti.
La chiarificazione è particolarmente rilevante per i settori tecnologico, consulenziale, e-commerce e creativo, dove il lavoro a distanza è ormai la norma. Poiché la nuova politica elimina un “segnale d’allarme” informale che a volte rallentava le pratiche, dovrebbe accelerare i tempi di elaborazione per i piccoli datori di lavoro legittimi, rendendo più difficile l’operato delle società fittizie che vendono offerte di lavoro false.
I cittadini stranieri che ricevono offerte da aziende canadesi domiciliari dovrebbero comunque verificare la registrazione dell’impresa e richiedere contratti scritti e prove di busta paga prima di accettare.
Gli ufficiali devono invece basarsi su quattro criteri: 1) se il datore di lavoro è attivamente coinvolto nell’attività, 2) se l’assunzione proposta risponde a un reale bisogno di personale, 3) se l’azienda è in grado di pagare i salari dichiarati rispettando le normative federali e provinciali sul lavoro, e 4) se l’attività è conforme alle leggi sull’occupazione e sul reclutamento. Nessun singolo fattore è decisivo; gli ufficiali devono valutare il quadro complessivo.
Le linee guida forniscono esempi pratici. Uno studio di grafica incorporato, che presenta dichiarazioni fiscali, conserva contratti e registri di buste paga e necessita di un designer aggiuntivo, può superare il controllo anche se opera da un condominio. Al contrario, un ristorante “solo sulla carta”, costituito in un’abitazione suburbana ma incapace di dimostrare ricavi, strutture di cucina o fatture dai fornitori, verrà respinto.
La politica prevede inoltre che, in caso di dubbi, gli ufficiali inviino una Lettera di Equità Procedurale di 15 giorni per permettere al datore di lavoro di fornire ulteriori prove—un passaggio fondamentale per multinazionali e piccole imprese.
Per i responsabili della mobilità globale, il messaggio chiave è la documentazione. Le entità canadesi domiciliari o ibride che intendono sponsorizzare talenti tramite il Programma di Mobilità Internazionale devono conservare dichiarazioni fiscali, licenze commerciali, fatture clienti, contratti e riepiloghi delle buste paga. Devono inoltre essere pronte a spiegare come il lavoratore straniero svolgerà le sue mansioni da remoto o presso i clienti.
La chiarificazione è particolarmente rilevante per i settori tecnologico, consulenziale, e-commerce e creativo, dove il lavoro a distanza è ormai la norma. Poiché la nuova politica elimina un “segnale d’allarme” informale che a volte rallentava le pratiche, dovrebbe accelerare i tempi di elaborazione per i piccoli datori di lavoro legittimi, rendendo più difficile l’operato delle società fittizie che vendono offerte di lavoro false.
I cittadini stranieri che ricevono offerte da aziende canadesi domiciliari dovrebbero comunque verificare la registrazione dell’impresa e richiedere contratti scritti e prove di busta paga prima di accettare.
Fonte: IRCC.com
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