
I dati in tempo reale della piattaforma collaborativa KolejkaNaGranicy.pl mostrano che i camionisti in ingresso in Polonia al terminal merci Koroszczyn–Kozłowiczy hanno affrontato un’attesa impressionante di 97 ore e 25 minuti alle 20:00 CET del 12 ottobre, il peggior ritardo registrato su qualsiasi confine terrestre polacco. Il collo di bottiglia, causato da controlli doganali intensificati sul lato bielorusso e da un aumento del traffico di camion eurasiatici deviato dagli Stati baltici, sta paralizzando le catene di approvvigionamento just-in-time per componenti automobilistici, prodotti deperibili e pacchi e-commerce. Gli esportatori segnalano un aumento delle penali di stazionamento, con veicoli fermi fino a quattro giorni prima di entrare in territorio polacco. La Polonia mantiene di fatto un divieto per i camion registrati in Bielorussia dal 2024, ma i conducenti di veicoli UE devono comunque sottoporsi a molteplici controlli documentali relativi a merci sanzionate. Secondo l’Associazione Polacca del Trasporto Stradale (ZMPD), i tempi medi di sdoganamento a Koroszczyn sono raddoppiati da metà settembre, dopo che Minsk ha introdotto la scansione al 100% dei carichi su traffico UE, ufficialmente per contrastare il contrabbando. Le aziende con flussi est-ovest sono invitate a considerare rotte alternative via Dorohusk in Ucraina o Medininkai in Lituania, anche se entrambi i valichi mostrano tempi di attesa elevati, tra due e tre ore per i veicoli commerciali. Gli spedizionieri dovrebbero includere tempi di transito prolungati nei contratti di consegna e garantire controlli regolari sul benessere dei conducenti, in conformità con la Direttiva UE sugli orari di lavoro. L’episodio evidenzia la fragilità dei gateway orientali della Polonia in un contesto di tensioni geopolitiche e regimi sanzionatori in evoluzione. I responsabili logistici sono invitati a monitorare i cruscotti delle code e ad iscriversi agli avvisi SMS della Guardia di Frontiera per variazioni improvvise.
Fonte: KolejkaNaGranicy.pl