
Esattamente trenta giorni dopo che l’Agenzia Nazionale per l’Aviazione Civile del Brasile (ANAC) ha iniziato a far rispettare la Risoluzione 813 — che ha introdotto un sistema di multe progressive e il divieto temporaneo di volo per passeggeri molesti — il regolatore ha pubblicato i primi dati. In una conferenza stampa all’alba del 14 ottobre, i funzionari hanno confermato 57 casi documentati di indisciplina a bordo degli aerei o nelle aree aeroportuali protette. Quattro episodi sono stati così gravi da comportare multe fino a 17.500 R$ e la sospensione temporanea del diritto di volo fino a un anno; il caso più serio ha riguardato una falsa minaccia di bomba a Belo Horizonte/Confins il 30 settembre. Il nuovo regime, ispirato al Regolamento 261 dell’Unione Europea e alla politica di tolleranza zero della FAA statunitense, consente alle compagnie aeree di inviare segnalazioni rapide tramite il Portale Digitale Passeggeri di ANAC. Una volta validate, le segnalazioni vengono classificate in lievi, moderate, gravi o molto gravi, con sanzioni crescenti che possono culminare in una lista nera nazionale di divieto di volo. Secondo ANAC, 29 degli episodi tra settembre e ottobre sono avvenuti durante l’imbarco o lo sbarco, 19 in volo e 9 nelle sale d’attesa, dimostrando che i comportamenti molesti non si limitano alla cabina. Le compagnie aeree hanno accolto con favore la chiarezza normativa. Gol, Azul e LATAM hanno riferito all’Associazione Brasiliana delle Compagnie Aeree che il personale di prima linea si sente “tutelato legalmente” nel negare l’imbarco in caso di escalation di aggressività. Il Sindacato Nazionale dei Dipendenti delle Compagnie Aeree (SNA) aggiunge che le assenze per malattia del personale di cabina legate ad aggressioni da parte dei passeggeri sono diminuite dell’8% nelle ultime quattro settimane, un segnale precoce che la normativa sta funzionando da deterrente. Per i team di mobilità e viaggi aziendali, la regola ha due implicazioni pratiche. Primo, i viaggiatori che si comportano male rischiano di vedersi annullare i futuri itinerari senza rimborso se finiscono nella lista di sospensione di ANAC; secondo, le aziende potrebbero subire danni reputazionali e dover rispondere a questioni di responsabilità se i dipendenti incappano in sanzioni durante le trasferte. Le politiche di viaggio dovrebbero quindi chiarire il comportamento atteso e le possibili conseguenze disciplinari all’interno dell’azienda. Guardando al futuro, ANAC prevede di pubblicare dati trimestrali e sta collaborando con la Polizia Federale per unificare le liste di controllo, in modo che i trasgressori gravi vengano segnalati già ai controlli di sicurezza e non solo al gate. Il regolatore lancerà inoltre a novembre una campagna di sensibilizzazione, in concomitanza con il picco estivo nell’emisfero sud, per ricordare ai passeggeri che l’aggressione fisica o verbale è ora un reato federale e non più solo una questione di servizio clienti.
Fonte: NotíciaPlus
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