
Una modifica alla legge austriaca sull’occupazione degli stranieri (Ausländerbeschäftigungsgesetz), entrata silenziosamente in vigore questa estate, sta ora producendo effetti concreti: i richiedenti asilo il cui ricorso di primo grado è stato respinto non possono più ottenere o rinnovare il Beschäftigungsbewilligung (permesso di lavoro). Un’inchiesta di ORF Tirol pubblicata il 16 ottobre mette in luce decine di casi in cui lavoratori di lunga data — molti nei settori dell’agricoltura, della logistica e del turismo — hanno improvvisamente perso l’autorizzazione a lavorare. I datori di lavoro citati nel reportage affermano che questa misura aggrava una carenza di manodopera già acuta. Michael Schwemberger, proprietario di una scuderia con 60 cavalli vicino a Innsbruck, ha raccontato ai giornalisti di aver già perso uno dei suoi cinque maniscalchi a tempo pieno, un insegnante siriano che lavorava legalmente da quattro anni e versava contributi previdenziali. La camera di commercio regionale stima che solo in Tirolo siano state respinte almeno 50 richieste di rinnovo da giugno. Il Ministero del Lavoro sostiene che la restrizione applica semplicemente la Direttiva UE sulle condizioni di accoglienza, che consente agli Stati membri di limitare l’accesso al mercato del lavoro una volta che la domanda d’asilo è definitivamente respinta. Tuttavia, le ONG che supportano i rifugiati richiamano sentenze giudiziarie che interpretano la direttiva in modo più flessibile, permettendo di continuare a lavorare fino alla chiusura definitiva del caso. Sono stati presentati diversi ricorsi alla Corte Costituzionale; una sentenza storica è attesa per i primi mesi del 2027. I team di mobilità globale devono considerare che assumere richiedenti asilo — anche con un permesso già esistente — comporta ora un rischio di conformità più elevato. Le aziende dovrebbero verificare lo stato procedurale di ogni pratica d’asilo di cittadini di paesi terzi e prevedere nel budget eventuali costi per sostituzioni o regolarizzazioni. Chi desidera mantenere personale chiave può valutare la conversione in Red-White-Red Card per professioni in carenza, anche se sono previsti requisiti linguistici e salariali.
Fonte: ORF Tirol