
Le ambizioni di ottenere la green card per migliaia di professionisti IT indiani hanno subito un nuovo colpo il 16 ottobre, quando il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti (DoL) ha confermato la sospensione temporanea delle domande PERM (Program Electronic Review Management) per otto società di outsourcing e staffing sotto indagine per frode. Sebbene il DoL non abbia rivelato i nomi delle aziende, fonti del settore hanno riferito a The Economic Times che si tratta di due grandi fornitori di servizi IT con sede in India e di diverse agenzie di staffing di medie dimensioni. Il PERM è il primo passo obbligatorio nella maggior parte dei casi di green card basati sull’occupazione. Senza un PERM approvato, i lavoratori H-1B prossimi al limite massimo di sei anni di visto non possono presentare la petizione I-140 per l’immigrazione, necessaria per estendere la loro permanenza oltre il limite. Gli avvocati stimano che oltre 12.000 dipendenti indiani sponsorizzati dalle aziende coinvolte rischiano di perdere lo status legale già a partire da gennaio 2027, a meno che i loro datori di lavoro non li trasferiscano o non riavviino il processo. Il blocco ha anche effetti collaterali per i lavoratori indiani assegnati presso i clienti: i contratti di consulenza richiedono infatti che i fornitori mantengano i lavoratori autorizzati, e interruzioni nei progetti potrebbero attivare clausole penali o costringere a riassegnazioni in centri offshore. I clienti multinazionali stanno quindi rivedendo le liste dei fornitori e chiedendo garanzie per il rispetto delle normative sull’immigrazione. Gli avvocati specializzati consigliano ai lavoratori coinvolti di valutare la “portabilità” del visto H-1B verso un altro datore di lavoro non sotto indagine. Tuttavia, un nuovo datore di lavoro dovrebbe ricominciare da capo la procedura PERM, aggiungendo potenzialmente 12-15 mesi di attesa. Chi si avvicina al limite dei sei anni potrebbe dover lasciare gli Stati Uniti e rientrare con un trasferimento intra-aziendale L-1, dopo aver soddisfatto il requisito di un anno all’estero. Questo episodio evidenzia il clima di maggiore rigore nell’applicazione delle norme sull’immigrazione basata sull’occupazione negli USA. Le aziende indiane con un’ampia popolazione di lavoratori H-1B sono invitate a verificare attentamente la documentazione salariale, mantenere file pubblici impeccabili e diversificare le sedi del personale per ridurre i rischi legati a un singolo paese.
Fonte: The Economic Times
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