
Oltre al caos nevoso in prima pagina, gli aeroporti del Regno Unito hanno subito una pressione sistemica il 5 gennaio. I dati raccolti da AirHelp, specialista nei diritti dei passeggeri, registrano 139 cancellazioni totali e 1.531 ritardi tra Heathrow, Gatwick, Manchester, Bristol ed Edimburgo entro le 18:00, con oltre 260.000 posti coinvolti.
Se il maltempo è stato il fattore scatenante immediato, fonti aeroportuali indicano che le persistenti carenze di personale nel controllo del traffico aereo e nella gestione a terra hanno amplificato la situazione. Heathrow ha temporaneamente ridotto le finestre di decollo per mantenere le distanze di sicurezza durante le operazioni di sghiacciamento, causando ulteriori ritardi in Europa e Nord America. British Airways ed easyJet hanno offerto la riprenotazione gratuita, ma molti viaggiatori d’affari hanno segnalato attese superiori alle due ore sulle linee telefoniche delle compagnie.
Secondo il Regolamento CE 261, i passeggeri con ritardi superiori a tre ore hanno diritto a un risarcimento fino a 600 €, a meno che la compagnia non dimostri “circostanze straordinarie”. Gli esperti legali sottolineano che la neve può rientrare in questa categoria, ma i ritardi a catena dovuti a carenze di personale spesso no. Le aziende dovrebbero quindi documentare con precisione gli orari se intendono richiedere rimborsi per i dipendenti.
Per attenuare futuri disagi, i dipartimenti mobilità sono invitati a diversificare i percorsi per spostamenti urgenti, prenotare in anticipo lounge aeroportuali con spazi di lavoro e assicurarsi che i viaggiatori sappiano come richiedere direttamente in aeroporto i servizi di assistenza previsti dalla legge — pasti, hotel, comunicazioni — senza attendere autorizzazioni centrali.
Se il maltempo è stato il fattore scatenante immediato, fonti aeroportuali indicano che le persistenti carenze di personale nel controllo del traffico aereo e nella gestione a terra hanno amplificato la situazione. Heathrow ha temporaneamente ridotto le finestre di decollo per mantenere le distanze di sicurezza durante le operazioni di sghiacciamento, causando ulteriori ritardi in Europa e Nord America. British Airways ed easyJet hanno offerto la riprenotazione gratuita, ma molti viaggiatori d’affari hanno segnalato attese superiori alle due ore sulle linee telefoniche delle compagnie.
Secondo il Regolamento CE 261, i passeggeri con ritardi superiori a tre ore hanno diritto a un risarcimento fino a 600 €, a meno che la compagnia non dimostri “circostanze straordinarie”. Gli esperti legali sottolineano che la neve può rientrare in questa categoria, ma i ritardi a catena dovuti a carenze di personale spesso no. Le aziende dovrebbero quindi documentare con precisione gli orari se intendono richiedere rimborsi per i dipendenti.
Per attenuare futuri disagi, i dipartimenti mobilità sono invitati a diversificare i percorsi per spostamenti urgenti, prenotare in anticipo lounge aeroportuali con spazi di lavoro e assicurarsi che i viaggiatori sappiano come richiedere direttamente in aeroporto i servizi di assistenza previsti dalla legge — pasti, hotel, comunicazioni — senza attendere autorizzazioni centrali.
Fonte: AirHelp
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