
La Svizzera ha compiuto un passo avanti verso il prossimo grande aggiornamento generazionale dei trasporti dopo che il Consiglio federale, il 28 gennaio 2026, ha approvato i parametri chiave del programma «Verkehr ’45» – un piano coordinato per potenziare la capacità ferroviaria, autostradale e del trasporto urbano fino al 2045. La decisione incarica il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DETEC/UVEK) di elaborare un pacchetto di consultazione entro giugno 2026, aprendo la strada ai dibattiti parlamentari sul finanziamento nel biennio 2027–2028.
Sul fronte ferroviario, il progetto destina almeno 10 miliardi di franchi svizzeri a «progetti prioritari» come il secondo tunnel di base di Zimmerberg, una quarta linea a Zurigo-Stadelhofen, l’ampliamento del nodo di Basilea SBB e la prima fase della stazione passante di Lucerna – tutti interventi pensati per garantire intervalli di 15 minuti sull’asse Berna–Zurigo e collegamenti interurbani ogni mezz’ora a livello nazionale. Altri 7 miliardi CHF saranno riservati a progetti successivi, tra cui l’ammodernamento della linea Morges–Perroy e la seconda fase della stazione passante di Lucerna, con decisioni previste per il 2031.
I colli di bottiglia autostradali saranno affrontati con l’ampliamento a sei corsie sull’A1 (Aarau-Ost–Birrfeld) e nell’area di Ginevra (Perly–Bernex), mentre un rinnovato Programma di Agglomerazione cofinanzierà oltre 40 progetti di mobilità urbana per un valore superiore a 500 milioni di franchi. Il finanziamento si baserà sull’estensione della sovrattassa IVA dedicata al Fondo per l’infrastruttura ferroviaria e sui proventi previsti dai pedaggi stradali per veicoli elettrici a partire dal 2030.
Per gli attori della mobilità globale, l’annuncio offre una visione a lungo termine della spina dorsale dei trasporti svizzeri, che sostiene i flussi pendolari dei frontalieri e garantisce collegamenti senza soluzione di continuità per i viaggiatori d’affari internazionali. Si prevede che il miglioramento della puntualità e l’aumento della capacità sui corridoi Berna–Losanna–Ginevra e Basilea–Zurigo allevieranno la pressione sui voli a corto raggio e aiuteranno le multinazionali a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità spostando i viaggi verso il treno.
Il progetto di consultazione definirà anche i criteri di selezione dei progetti, volti a prevenire i superamenti di costi che hanno caratterizzato i precedenti pacchetti infrastrutturali. Aziende e associazioni di settore – inclusi gestori aeroportuali e operatori logistici – avranno tempo fino alla fine del 2026 per fare pressione su collegamenti che integrino meglio la rete ferroviaria con gli hub cargo aerei di Zurigo e Basilea. Se approvato, l’avvio dei lavori per la prima tranche potrebbe iniziare nel 2029, con i primi miglioramenti del servizio visibili già entro il 2035.
Sul fronte ferroviario, il progetto destina almeno 10 miliardi di franchi svizzeri a «progetti prioritari» come il secondo tunnel di base di Zimmerberg, una quarta linea a Zurigo-Stadelhofen, l’ampliamento del nodo di Basilea SBB e la prima fase della stazione passante di Lucerna – tutti interventi pensati per garantire intervalli di 15 minuti sull’asse Berna–Zurigo e collegamenti interurbani ogni mezz’ora a livello nazionale. Altri 7 miliardi CHF saranno riservati a progetti successivi, tra cui l’ammodernamento della linea Morges–Perroy e la seconda fase della stazione passante di Lucerna, con decisioni previste per il 2031.
I colli di bottiglia autostradali saranno affrontati con l’ampliamento a sei corsie sull’A1 (Aarau-Ost–Birrfeld) e nell’area di Ginevra (Perly–Bernex), mentre un rinnovato Programma di Agglomerazione cofinanzierà oltre 40 progetti di mobilità urbana per un valore superiore a 500 milioni di franchi. Il finanziamento si baserà sull’estensione della sovrattassa IVA dedicata al Fondo per l’infrastruttura ferroviaria e sui proventi previsti dai pedaggi stradali per veicoli elettrici a partire dal 2030.
Per gli attori della mobilità globale, l’annuncio offre una visione a lungo termine della spina dorsale dei trasporti svizzeri, che sostiene i flussi pendolari dei frontalieri e garantisce collegamenti senza soluzione di continuità per i viaggiatori d’affari internazionali. Si prevede che il miglioramento della puntualità e l’aumento della capacità sui corridoi Berna–Losanna–Ginevra e Basilea–Zurigo allevieranno la pressione sui voli a corto raggio e aiuteranno le multinazionali a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità spostando i viaggi verso il treno.
Il progetto di consultazione definirà anche i criteri di selezione dei progetti, volti a prevenire i superamenti di costi che hanno caratterizzato i precedenti pacchetti infrastrutturali. Aziende e associazioni di settore – inclusi gestori aeroportuali e operatori logistici – avranno tempo fino alla fine del 2026 per fare pressione su collegamenti che integrino meglio la rete ferroviaria con gli hub cargo aerei di Zurigo e Basilea. Se approvato, l’avvio dei lavori per la prima tranche potrebbe iniziare nel 2029, con i primi miglioramenti del servizio visibili già entro il 2035.
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