
Dopo quasi due settimane di scioperi paralizzanti, l’operatore del trasporto pubblico LETEC ha annunciato sabato che autobus e tram in tutta la Vallonia stanno “progressivamente tornando alla normalità”. Solo i depositi di Jemeppe-sur-Meuse ed Eupen erano ancora fermi sabato mattina, secondo il portavoce sindacale Serge Delchambre, mentre Charleroi operava al 90% della capacità e Mons era già tornata a pieno regime. Il ripristino completo della rete è previsto per lunedì.
Lo sciopero a oltranza, iniziato il 26 gennaio, protestava contro i piani di austerità regionali che, secondo i sindacati, avrebbero tagliato i benefici negoziati in sostituzione degli aumenti salariali. Nel momento di massima agitazione, più di 100 linee – inclusa la nuova linea tranviaria di Liegi – sono state completamente sospese, paralizzando i flussi pendolari e costringendo le aziende a organizzare navette d’emergenza e modalità di telelavoro. Secondo la Federazione degli Imprenditori Valloni, lo sciopero avrebbe causato perdite di produttività superiori ai 9 milioni di euro per i datori di lavoro.
Per i team di mobilità globale che trasferiscono personale in città belghe secondarie come Liegi, Namur e Charleroi, lo sciopero ha messo in luce la fragilità dei collegamenti locali rispetto a Bruxelles. Ai dipendenti che si affidano al trasporto pubblico è stato consigliato di noleggiare auto o utilizzare taxi aziendali, soluzioni che però possono violare i limiti fiscali belgi sui benefit per i pendolari se non gestite con attenzione.
Sebbene la svolta di sabato segua trattative maratona a Jambes, l’accordo è solo provvisorio. La direzione ha accettato di “congelare” le riforme contestate in attesa di una verifica costi-benefici, mentre i sindacati hanno promesso una moratoria di 30 giorni su ulteriori scioperi. Se le trattative dovessero fallire, lo sciopero potrebbe riprendere con un preavviso di sole 48 ore. I datori di lavoro sono quindi invitati a mantenere piani di viaggio alternativi pronti e a monitorare gli aggiornamenti sul servizio a livello di deposito LETEC.
L’episodio rafforza anche le richieste di un budget unico per la mobilità in Belgio, che permetterebbe ai dipendenti di passare con flessibilità tra trasporto pubblico, car-sharing e micromobilità in caso di interruzioni. Diverse associazioni HR intendono fare pressione sul governo federale per accelerare l’ampliamento di questo budget nella legge finanziaria primaverile.
Lo sciopero a oltranza, iniziato il 26 gennaio, protestava contro i piani di austerità regionali che, secondo i sindacati, avrebbero tagliato i benefici negoziati in sostituzione degli aumenti salariali. Nel momento di massima agitazione, più di 100 linee – inclusa la nuova linea tranviaria di Liegi – sono state completamente sospese, paralizzando i flussi pendolari e costringendo le aziende a organizzare navette d’emergenza e modalità di telelavoro. Secondo la Federazione degli Imprenditori Valloni, lo sciopero avrebbe causato perdite di produttività superiori ai 9 milioni di euro per i datori di lavoro.
Per i team di mobilità globale che trasferiscono personale in città belghe secondarie come Liegi, Namur e Charleroi, lo sciopero ha messo in luce la fragilità dei collegamenti locali rispetto a Bruxelles. Ai dipendenti che si affidano al trasporto pubblico è stato consigliato di noleggiare auto o utilizzare taxi aziendali, soluzioni che però possono violare i limiti fiscali belgi sui benefit per i pendolari se non gestite con attenzione.
Sebbene la svolta di sabato segua trattative maratona a Jambes, l’accordo è solo provvisorio. La direzione ha accettato di “congelare” le riforme contestate in attesa di una verifica costi-benefici, mentre i sindacati hanno promesso una moratoria di 30 giorni su ulteriori scioperi. Se le trattative dovessero fallire, lo sciopero potrebbe riprendere con un preavviso di sole 48 ore. I datori di lavoro sono quindi invitati a mantenere piani di viaggio alternativi pronti e a monitorare gli aggiornamenti sul servizio a livello di deposito LETEC.
L’episodio rafforza anche le richieste di un budget unico per la mobilità in Belgio, che permetterebbe ai dipendenti di passare con flessibilità tra trasporto pubblico, car-sharing e micromobilità in caso di interruzioni. Diverse associazioni HR intendono fare pressione sul governo federale per accelerare l’ampliamento di questo budget nella legge finanziaria primaverile.
Fonte: The Brussels Times
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