
In una delle mosse più significative nel campo dell’immigrazione lavorativa dell’anno, il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) ha pubblicato il 20 febbraio 2026 una bozza di regolamento di 220 pagine intitolata “Riforma dell’Autorizzazione al Lavoro per i Richiedenti Asilo”. La proposta prevede di estendere il periodo di attesa obbligatorio prima che un richiedente asilo possa presentare il modulo I-765 da 180 a 365 giorni, di concedere all’Ufficio per la Cittadinanza e l’Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) l’autorità di sospendere l’accettazione di nuove domande di EAD ogni volta che il tempo medio di elaborazione dei casi di asilo supera i sei mesi, e di introdurre ulteriori restrizioni basate su precedenti penali e ingressi illegali.
Il DHS sostiene che queste modifiche siano necessarie per contrastare quelle che definisce domande di asilo “infondate o prive di merito”, presentate principalmente per ottenere l’autorizzazione al lavoro. L’USCIS segnala un record di 1,4 milioni di richieste di asilo pendenti, un arretrato che, secondo l’agenzia, sottrae risorse al personale addetto alle decisioni e allunga i tempi di elaborazione per altri benefici.
Per i datori di lavoro, la nuova norma avrà un impatto immediato sulla conformità. I responsabili delle assunzioni vedranno un calo significativo delle EAD basate sull’asilo nel primo anno dall’entrata in vigore, e i team HR dovranno monitorare un nuovo “orologio dell’asilo” di 12 mesi durante la compilazione dei moduli I-9 per la verifica dell’impiego. Il DHS stima una perdita di guadagni pari a 2,3 miliardi di dollari nel primo anno per i richiedenti che non potranno lavorare durante il periodo di attesa più lungo, pur prevedendo un beneficio netto grazie alla riduzione delle domande fraudolente.
La notifica della proposta di regolamento è prevista per la pubblicazione nel Federal Register il 23 febbraio, dando il via a una finestra di 60 giorni per i commenti pubblici. Si prevede un forte coinvolgimento da parte di multinazionali, agenzie di reclutamento e associazioni di categoria, molte delle quali sostengono già che i talenti legittimi saranno penalizzati, costringendo le aziende a ritardare le assegnazioni o a delocalizzare funzioni all’estero.
Se il regolamento sarà approvato senza modifiche sostanziali, le imprese dovranno prepararsi a ritardi nelle assunzioni, aggiornare i manuali sulle politiche di immigrazione e ampliare le opzioni di visto alternative, come gli O-1 e L-1, per le assunzioni strategiche.
Il DHS sostiene che queste modifiche siano necessarie per contrastare quelle che definisce domande di asilo “infondate o prive di merito”, presentate principalmente per ottenere l’autorizzazione al lavoro. L’USCIS segnala un record di 1,4 milioni di richieste di asilo pendenti, un arretrato che, secondo l’agenzia, sottrae risorse al personale addetto alle decisioni e allunga i tempi di elaborazione per altri benefici.
Per i datori di lavoro, la nuova norma avrà un impatto immediato sulla conformità. I responsabili delle assunzioni vedranno un calo significativo delle EAD basate sull’asilo nel primo anno dall’entrata in vigore, e i team HR dovranno monitorare un nuovo “orologio dell’asilo” di 12 mesi durante la compilazione dei moduli I-9 per la verifica dell’impiego. Il DHS stima una perdita di guadagni pari a 2,3 miliardi di dollari nel primo anno per i richiedenti che non potranno lavorare durante il periodo di attesa più lungo, pur prevedendo un beneficio netto grazie alla riduzione delle domande fraudolente.
La notifica della proposta di regolamento è prevista per la pubblicazione nel Federal Register il 23 febbraio, dando il via a una finestra di 60 giorni per i commenti pubblici. Si prevede un forte coinvolgimento da parte di multinazionali, agenzie di reclutamento e associazioni di categoria, molte delle quali sostengono già che i talenti legittimi saranno penalizzati, costringendo le aziende a ritardare le assegnazioni o a delocalizzare funzioni all’estero.
Se il regolamento sarà approvato senza modifiche sostanziali, le imprese dovranno prepararsi a ritardi nelle assunzioni, aggiornare i manuali sulle politiche di immigrazione e ampliare le opzioni di visto alternative, come gli O-1 e L-1, per le assunzioni strategiche.
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