
Dopo la riunione del Consiglio dei Ministri del 1° aprile, Elma Saiz, Ministra per l’Inclusione, la Sicurezza Sociale e la Migrazione, ha ribadito l’intenzione del governo di avviare una regolarizzazione straordinaria che potrebbe concedere permessi di soggiorno e lavoro a oltre mezzo milione di cittadini extra-UE. Il decreto, attualmente in fase di revisione interministeriale finale, dovrebbe arrivare al Consiglio dei Ministri prima di Pasqua e aprire le domande a fine aprile.
Secondo il piano, i richiedenti dovranno dimostrare una residenza continuativa in Spagna prima del 31 dicembre 2025, non avere precedenti penali gravi e, nella maggior parte dei casi, presentare un’offerta di lavoro o prova di lavoro autonomo. Per evitare code notturne, il governo accetterà le domande tramite la rete postale spagnola (Correos), gli uffici della Sicurezza Sociale e la piattaforma online MERCURIO, recentemente potenziata. I tempi di elaborazione saranno limitati a tre mesi, con un “silenzio-assenso” automatico dopo sei mesi, una svolta rispetto all’attuale sistema, dove alcune pratiche possono durare fino a 18 mesi.
Le associazioni di categoria accolgono positivamente la misura. La Confederazione Spagnola degli Hotel prevede che la regolarizzazione dei lavoratori informali di lunga data possa alleviare la cronica carenza di personale estivo, mentre la federazione degli imprenditori CEOE sostiene che la formalizzazione aumenterà le entrate fiscali e i contributi alla sicurezza sociale. I critici, guidati dal partito di opposizione Partido Popular, temono che la misura possa agire come un “fattore di attrazione”. Saiz ha risposto che la Spagna ha già effettuato sei regolarizzazioni dal 1985 e che studi empirici “dimostrano un beneficio netto in termini di PIL e partecipazione al mercato del lavoro”.
Per i dipartimenti HR delle multinazionali, il decreto, se approvato, cambierà le regole del gioco. I lavoratori stranieri già in Spagna con status turistico ma che rispettano il requisito di residenza potranno ottenere l’autorizzazione completa al lavoro senza lasciare il paese, una soluzione più economica rispetto al permesso standard per professionisti altamente qualificati. Le aziende dovranno verificare la loro forza lavoro contingente, preparare i contratti di lavoro e mettere in conto eventuali arretrati contributivi che scatteranno una volta rilasciati i permessi.
Saiz ha inoltre confermato che i migranti regolarizzati avranno inizialmente diritti di mobilità limitati alla Spagna; per viaggiare negli altri paesi Schengen sarà necessario attendere tre anni per ottenere il permesso di soggiorno UE a lungo termine. I datori di lavoro dovranno quindi evitare trasferte fuori dalla Spagna fino al rilascio dei visti di rientro, per non rischiare di invalidare il nuovo status.
Secondo il piano, i richiedenti dovranno dimostrare una residenza continuativa in Spagna prima del 31 dicembre 2025, non avere precedenti penali gravi e, nella maggior parte dei casi, presentare un’offerta di lavoro o prova di lavoro autonomo. Per evitare code notturne, il governo accetterà le domande tramite la rete postale spagnola (Correos), gli uffici della Sicurezza Sociale e la piattaforma online MERCURIO, recentemente potenziata. I tempi di elaborazione saranno limitati a tre mesi, con un “silenzio-assenso” automatico dopo sei mesi, una svolta rispetto all’attuale sistema, dove alcune pratiche possono durare fino a 18 mesi.
Le associazioni di categoria accolgono positivamente la misura. La Confederazione Spagnola degli Hotel prevede che la regolarizzazione dei lavoratori informali di lunga data possa alleviare la cronica carenza di personale estivo, mentre la federazione degli imprenditori CEOE sostiene che la formalizzazione aumenterà le entrate fiscali e i contributi alla sicurezza sociale. I critici, guidati dal partito di opposizione Partido Popular, temono che la misura possa agire come un “fattore di attrazione”. Saiz ha risposto che la Spagna ha già effettuato sei regolarizzazioni dal 1985 e che studi empirici “dimostrano un beneficio netto in termini di PIL e partecipazione al mercato del lavoro”.
Per i dipartimenti HR delle multinazionali, il decreto, se approvato, cambierà le regole del gioco. I lavoratori stranieri già in Spagna con status turistico ma che rispettano il requisito di residenza potranno ottenere l’autorizzazione completa al lavoro senza lasciare il paese, una soluzione più economica rispetto al permesso standard per professionisti altamente qualificati. Le aziende dovranno verificare la loro forza lavoro contingente, preparare i contratti di lavoro e mettere in conto eventuali arretrati contributivi che scatteranno una volta rilasciati i permessi.
Saiz ha inoltre confermato che i migranti regolarizzati avranno inizialmente diritti di mobilità limitati alla Spagna; per viaggiare negli altri paesi Schengen sarà necessario attendere tre anni per ottenere il permesso di soggiorno UE a lungo termine. I datori di lavoro dovranno quindi evitare trasferte fuori dalla Spagna fino al rilascio dei visti di rientro, per non rischiare di invalidare il nuovo status.
Fonte: El País
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