
Un giudice federale del Massachusetts ha concesso una significativa sospensione ai titolari dello Status di Protezione Temporanea (TPS) provenienti dall’Etiopia e ai datori di lavoro statunitensi che dipendono dalla loro manodopera. In una sentenza di 45 pagine emessa il 9 aprile, il giudice Brian Murphy ha stabilito che il tentativo dell’amministrazione Trump di revocare il TPS per l’Etiopia ha violato l’Administrative Procedure Act, poiché le autorità non hanno considerato le prove umanitarie né l’impatto economico di un’eventuale partenza di massa improvvisa. Oltre 5.000 etiopi vivono e lavorano legalmente negli Stati Uniti da quando, nel 2021, il conflitto civile e la siccità hanno portato all’assegnazione del TPS. Il TPS, creato dal Congresso nel 1990, impedisce l’espulsione di cittadini stranieri da paesi colpiti da “condizioni straordinarie e temporanee”, concedendo uno status lavorativo autorizzato di 18 mesi rinnovabile dal Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS). Fino ad ora, la seconda amministrazione Trump aveva revocato il TPS per 13 dei 17 paesi protetti durante l’era Biden, sostenendo che le emergenze alla base erano cessate. Gruppi per i diritti dei migranti e grandi aziende della Fortune 500 hanno invece avvertito che tali revoche aggraverebbero la carenza di manodopera in settori come edilizia, sanità e lavorazione alimentare, oltre a dividere famiglie con status misto. Nella sua decisione, il giudice Murphy ha sottolineato che il DHS ha ignorato le valutazioni di esperti del Dipartimento di Stato, delle Nazioni Unite e di diverse multinazionali operanti in Etiopia, tutte concordi nel segnalare che i rimpatriati rischierebbero gravi pericoli per la vita e l’incolumità. Il tribunale ha inoltre criticato il DHS per non aver effettuato l’analisi costi-benefici richiesta dall’Executive Order 12866, evidenziando che i titolari di TPS versano complessivamente circa 190 milioni di dollari in tasse federali, statali e locali ogni anno. Praticamente, il provvedimento cautelare mantiene in vigore il TPS per l’Etiopia fino al termine delle controversie legali, probabilmente non prima della sessione della Corte Suprema 2026-2027. I datori di lavoro devono continuare a considerare validi i documenti di autorizzazione al lavoro basati sul TPS e possono estendere i documenti I-9 in scadenza fino a 540 giorni secondo le regole di estensione automatica vigenti. Gli esperti di immigrazione raccomandano comunque di aggiornare le politiche di mobilità per prevedere possibili revoche future e di valutare strategie alternative di visto (ad esempio EB-3, EB-2 NIW) per il personale chiave. Per i team HR multinazionali, la sentenza rappresenta un monito a mappare l’esposizione della forza lavoro paese per paese; cause simili riguardanti il TPS per Haiti, Siria e Venezuela sono in corso nei tribunali federali e potrebbero modificare l’idoneità all’impiego con breve preavviso.
Fonte: Associated Press
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