
Il Ministero dell'Aviazione Civile indiano ha emanato una Procedura Operativa Standard (SOP) che apre finalmente la strada a vere operazioni di volo hub-and-spoke, un elemento fondamentale per permettere a Delhi, Mumbai e Bengaluru di competere con Dubai o Singapore come hub di transito globali. Pubblicata il 30 aprile 2026, la SOP riclassifica il tratto domestico da spoke a hub di un biglietto unico come servizio ‘internazionale’. Questa semplice definizione ha importanti implicazioni per l’immigrazione.
Secondo il nuovo modello, i passeggeri provenienti da città di secondo livello come Varanasi o Coimbatore completeranno le procedure di immigrazione, dogana e sicurezza nel punto di partenza, consegneranno i bagagli registrati e prenderanno un volo domestico verso l’hub. All’arrivo a Delhi, ad esempio, accederanno a una zona internazionale sterile e procederanno direttamente al gate per il volo a lungo raggio, senza dover ritirare i bagagli, senza un secondo controllo passaporti e, cosa cruciale, senza mescolarsi con i passeggeri domestici.
La SOP impone canali di separazione rigorosi, l’emissione di due carte d’imbarco contrassegnate ‘D’ (domestico) e ‘I’ (internazionale) e affida alle compagnie aeree la responsabilità di trasmettere in tempo reale i dati del Sistema di Informazioni Avanzate sui Passeggeri (APIS) dagli aeroporti spoke agli ufficiali di immigrazione dell’hub. Il check-in online sarà disabilitato per questi itinerari finché non sarà garantita la sicurezza del sistema.
Air India sperimenterà il sistema dal 1° giugno con i voli Varanasi-Delhi-Londra; IndiGo e Vistara dovrebbero seguirne l’esempio. Per i team di mobilità globale, il vantaggio pratico è un tempo minimo di connessione (MCT) ridotto e la possibilità di instradare il personale attraverso hub indiani, evitando così di dover utilizzare vettori del Golfo o del Sud-Est asiatico. Anche i spedizionieri vedono benefici: il trasferimento merci in area air-side evita doppi controlli a raggi X, riducendo di ore i tempi di transito.
Tuttavia, gli addetti alla conformità avvertono che qualsiasi passeggero che perda il volo successivo sarà tecnicamente considerato ‘arrivato’ in India e dovrà rifare le procedure di immigrazione, una situazione che potrebbe complicare le valutazioni di duty of care e residenza fiscale. Le aziende sono quindi invitate ad aggiornare le politiche di viaggio e gli strumenti di prenotazione per segnalare i settori hub-and-spoke e prevedere margini di sicurezza.
Secondo il nuovo modello, i passeggeri provenienti da città di secondo livello come Varanasi o Coimbatore completeranno le procedure di immigrazione, dogana e sicurezza nel punto di partenza, consegneranno i bagagli registrati e prenderanno un volo domestico verso l’hub. All’arrivo a Delhi, ad esempio, accederanno a una zona internazionale sterile e procederanno direttamente al gate per il volo a lungo raggio, senza dover ritirare i bagagli, senza un secondo controllo passaporti e, cosa cruciale, senza mescolarsi con i passeggeri domestici.
La SOP impone canali di separazione rigorosi, l’emissione di due carte d’imbarco contrassegnate ‘D’ (domestico) e ‘I’ (internazionale) e affida alle compagnie aeree la responsabilità di trasmettere in tempo reale i dati del Sistema di Informazioni Avanzate sui Passeggeri (APIS) dagli aeroporti spoke agli ufficiali di immigrazione dell’hub. Il check-in online sarà disabilitato per questi itinerari finché non sarà garantita la sicurezza del sistema.
Air India sperimenterà il sistema dal 1° giugno con i voli Varanasi-Delhi-Londra; IndiGo e Vistara dovrebbero seguirne l’esempio. Per i team di mobilità globale, il vantaggio pratico è un tempo minimo di connessione (MCT) ridotto e la possibilità di instradare il personale attraverso hub indiani, evitando così di dover utilizzare vettori del Golfo o del Sud-Est asiatico. Anche i spedizionieri vedono benefici: il trasferimento merci in area air-side evita doppi controlli a raggi X, riducendo di ore i tempi di transito.
Tuttavia, gli addetti alla conformità avvertono che qualsiasi passeggero che perda il volo successivo sarà tecnicamente considerato ‘arrivato’ in India e dovrà rifare le procedure di immigrazione, una situazione che potrebbe complicare le valutazioni di duty of care e residenza fiscale. Le aziende sono quindi invitate ad aggiornare le politiche di viaggio e gli strumenti di prenotazione per segnalare i settori hub-and-spoke e prevedere margini di sicurezza.
Fonte: Hindustan Times
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