
Con effetto immediato, la maggior parte dei cittadini stranieri esenti da visto che viaggiano in barca dal territorio francese di Saint-Pierre-et-Miquelon (SPM) a Fortune, Newfoundland e Labrador, devono ottenere un’autorizzazione elettronica di viaggio (eTA) prima della partenza. Il Ministero dell’Immigrazione, Rifugiati e Cittadinanza del Canada ha annunciato discretamente la nuova regola il 4 giugno, ma solo ieri (15 giugno) ha fornito indicazioni dettagliate in seguito all’attenzione mediatica sul fenomeno dell’asilo “shopping” tramite questa breve rotta marittima.
Secondo le autorità, un numero “piccolo ma in crescita” di viaggiatori stranieri, che normalmente avrebbero bisogno di un’eTA per un viaggio aereo, stava volando verso SPM per poi imbarcarsi sul traghetto di 90 minuti, evitando così i controlli documentali delle compagnie aeree. Chiudendo questa falla, Ottawa introduce un filtro preventivo per escludere passeggeri non ammissibili prima che raggiungano il suolo canadese.
L’obbligo non si applica ai cittadini francesi residenti a SPM, ai visitatori delle navi da crociera, né ai cittadini statunitensi o residenti permanenti. Circa 6.000 viaggiatori esenti da visto utilizzano questa rotta ogni anno, principalmente per brevi trasferimenti turistici o lavorativi nel settore della pesca, e l’Agenzia delle Dogane e della Protezione delle Frontiere (CBSA) prevede un impatto minimo sul traffico legittimo.
Per i team di mobilità, la modifica complica le opzioni di routing dell’ultimo miglio durante l’alta stagione turistica. Le aziende che occasionalmente fanno transitare espatriati attraverso SPM per raggiungere l’Atlantico canadese — pratica comune quando lo spazio cargo via St. John’s è limitato — dovranno ora prevedere tempi aggiuntivi per ottenere l’autorizzazione online da 7 dollari canadesi. Anche i vettori che operano navi charter saranno tenuti a verificare le eTA al momento dell’imbarco, sotto pena di sanzioni amministrative.
Sebbene la misura riguardi un solo collegamento regionale, gli analisti politici suggeriscono che ciò segnali la disponibilità di Ottawa a estendere i controlli eTA ad altri mezzi marittimi e terrestri qualora aumentassero le richieste irregolari altrove. I professionisti della mobilità dovrebbero monitorare i cruscotti interni di rischio viaggio per punti di ingresso via traghetto, ferrovia e piccoli aeroporti che potrebbero essere soggetti a regole simili.
Secondo le autorità, un numero “piccolo ma in crescita” di viaggiatori stranieri, che normalmente avrebbero bisogno di un’eTA per un viaggio aereo, stava volando verso SPM per poi imbarcarsi sul traghetto di 90 minuti, evitando così i controlli documentali delle compagnie aeree. Chiudendo questa falla, Ottawa introduce un filtro preventivo per escludere passeggeri non ammissibili prima che raggiungano il suolo canadese.
L’obbligo non si applica ai cittadini francesi residenti a SPM, ai visitatori delle navi da crociera, né ai cittadini statunitensi o residenti permanenti. Circa 6.000 viaggiatori esenti da visto utilizzano questa rotta ogni anno, principalmente per brevi trasferimenti turistici o lavorativi nel settore della pesca, e l’Agenzia delle Dogane e della Protezione delle Frontiere (CBSA) prevede un impatto minimo sul traffico legittimo.
Per i team di mobilità, la modifica complica le opzioni di routing dell’ultimo miglio durante l’alta stagione turistica. Le aziende che occasionalmente fanno transitare espatriati attraverso SPM per raggiungere l’Atlantico canadese — pratica comune quando lo spazio cargo via St. John’s è limitato — dovranno ora prevedere tempi aggiuntivi per ottenere l’autorizzazione online da 7 dollari canadesi. Anche i vettori che operano navi charter saranno tenuti a verificare le eTA al momento dell’imbarco, sotto pena di sanzioni amministrative.
Sebbene la misura riguardi un solo collegamento regionale, gli analisti politici suggeriscono che ciò segnali la disponibilità di Ottawa a estendere i controlli eTA ad altri mezzi marittimi e terrestri qualora aumentassero le richieste irregolari altrove. I professionisti della mobilità dovrebbero monitorare i cruscotti interni di rischio viaggio per punti di ingresso via traghetto, ferrovia e piccoli aeroporti che potrebbero essere soggetti a regole simili.
Fonte: Envoy Global