
Gli aeroporti europei, incluso l’aeroporto Václav Havel di Praga, lanciano l’allarme: il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE, attivo da aprile 2026, non regge l’ondata di passeggeri estivi. In una lettera aperta inviata il 1° luglio alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, le associazioni di settore ACI Europe, Airlines for Europe (A4E) e IATA denunciano tempi di attesa fino a cinque ore per i viaggiatori extra-UE, con voli che partono a metà carico mentre i passeggeri restano bloccati alle frontiere.
L’EES sostituisce il tradizionale timbro sul passaporto con la raccolta di impronte digitali e immagini facciali a ogni ingresso o uscita dall’area Schengen. Tuttavia, guasti tecnici e carenza di personale limitano la capacità di molti punti di controllo a 8-10 persone al minuto, ben al di sotto delle 25 previste, secondo i responsabili aeroportuali intervistati da Aviation Week.
A Praga, le code mattutine per i voli verso Regno Unito e USA si estendono fino alla zona duty-free, tanto che è stata aperta una sala temporanea nel Terminal 1 con ulteriori chioschi. Il settore chiede a Bruxelles di autorizzare gli Stati membri a sospendere temporaneamente e completamente la fase biometrica quando la domanda supera la capacità, soprattutto nei mesi di luglio e agosto. Grecia e Francia hanno già adottato sospensioni per alcuni porti, ma la lettera sottolinea la necessità di un meccanismo europeo uniforme per evitare decisioni caotiche e confuse per i viaggiatori.
Le compagnie temono che i tour operator devieranno il traffico verso hub extra-Schengen come Istanbul se i disagi persistono. Per le aziende ceche che spostano personale, il problema è duplice: i viaggiatori d’affari provenienti da paesi esenti da visto (USA, UK, Canada, Australia, Singapore) non possono preregistrarsi e devono prevedere 60-90 minuti in più all’arrivo e alla partenza; inoltre, i ritardi nelle coincidenze aumenteranno i costi di assicurazione e responsabilità.
I mobility manager consigliano di prenotare biglietti con scali di almeno tre ore o, se possibile, di entrare in Schengen da aeroporti regionali meno congestionati come Brno-Tuřany. A medio termine, la polizia di frontiera ceca prevede di aggiungere 28 varchi automatici e assumere 120 agenti prima del prossimo step del sistema, il 10 luglio, quando la verifica biometrica secondaria diventerà obbligatoria per i minori tra 12 e 17 anni.
Resta da vedere se queste misure basteranno: le associazioni aeree avvertono che senza una deroga estiva l’EES “rischia di compromettere la reputazione dell’Europa come destinazione di viaggi senza intoppi proprio nel momento in cui la regione cerca di rilanciare la domanda per i voli a lungo raggio.”
L’EES sostituisce il tradizionale timbro sul passaporto con la raccolta di impronte digitali e immagini facciali a ogni ingresso o uscita dall’area Schengen. Tuttavia, guasti tecnici e carenza di personale limitano la capacità di molti punti di controllo a 8-10 persone al minuto, ben al di sotto delle 25 previste, secondo i responsabili aeroportuali intervistati da Aviation Week.
A Praga, le code mattutine per i voli verso Regno Unito e USA si estendono fino alla zona duty-free, tanto che è stata aperta una sala temporanea nel Terminal 1 con ulteriori chioschi. Il settore chiede a Bruxelles di autorizzare gli Stati membri a sospendere temporaneamente e completamente la fase biometrica quando la domanda supera la capacità, soprattutto nei mesi di luglio e agosto. Grecia e Francia hanno già adottato sospensioni per alcuni porti, ma la lettera sottolinea la necessità di un meccanismo europeo uniforme per evitare decisioni caotiche e confuse per i viaggiatori.
Le compagnie temono che i tour operator devieranno il traffico verso hub extra-Schengen come Istanbul se i disagi persistono. Per le aziende ceche che spostano personale, il problema è duplice: i viaggiatori d’affari provenienti da paesi esenti da visto (USA, UK, Canada, Australia, Singapore) non possono preregistrarsi e devono prevedere 60-90 minuti in più all’arrivo e alla partenza; inoltre, i ritardi nelle coincidenze aumenteranno i costi di assicurazione e responsabilità.
I mobility manager consigliano di prenotare biglietti con scali di almeno tre ore o, se possibile, di entrare in Schengen da aeroporti regionali meno congestionati come Brno-Tuřany. A medio termine, la polizia di frontiera ceca prevede di aggiungere 28 varchi automatici e assumere 120 agenti prima del prossimo step del sistema, il 10 luglio, quando la verifica biometrica secondaria diventerà obbligatoria per i minori tra 12 e 17 anni.
Resta da vedere se queste misure basteranno: le associazioni aeree avvertono che senza una deroga estiva l’EES “rischia di compromettere la reputazione dell’Europa come destinazione di viaggi senza intoppi proprio nel momento in cui la regione cerca di rilanciare la domanda per i voli a lungo raggio.”
Fonte: The Guardian
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