
Il governo degli Stati Uniti ha silenziosamente posticipato una scadenza cruciale per la documentazione di circa 158.000 cittadini haitiani che vivono e lavorano negli Stati Uniti sotto lo status di Protezione Temporanea (TPS). Secondo gli attivisti della comunità nel Sud della Florida e un aggiornamento pubblicato sul sito E-Verify del governo, i Documenti di Autorizzazione al Lavoro (EAD) in scadenza il 10 luglio resteranno validi fino al 24 luglio, mentre il Congresso discute un’estensione statutaria triennale della designazione TPS per Haiti.
Questa proroga dell’ultimo minuto arriva dopo una settimana di manifestazioni al Little Haiti Cultural Center di Miami e all’aeroporto internazionale Fort Lauderdale–Hollywood, dove sindacati e leader religiosi hanno avvertito che migliaia di lavoratori essenziali nei settori dell’ospitalità e della sanità rischiano di perdere il lavoro. I datori di lavoro avevano già iniziato a preparare le lettere di licenziamento, poiché, secondo la legge federale, è illegale mantenere un dipendente in busta paga dopo la scadenza dell’EAD.
La breve estensione concede tempo al Senato per approvare un disegno di legge già passato alla Camera che protegge gli haitiani per altri tre anni e tutela le imprese statunitensi da una brusca carenza di manodopera. Dietro le quinte, gli avvocati per l’immigrazione riferiscono che il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) sta ancora valutando come applicare la decisione della Corte Suprema del 1° luglio, che conferma l’autorità dell’amministrazione di terminare il TPS per alcuni paesi.
Istruendo i datori di lavoro a considerare il 24 luglio come nuova data di riferimento nei moduli I-9 e nei registri E-Verify, il DHS evita un’ondata caotica di licenziamenti mentre aggiorna le normative ufficiali. Le aziende dovrebbero documentare questa estensione automatica e segnare sul calendario il 24 luglio, a meno che il Congresso non approvi prima una soluzione più duratura.
Per i datori di lavoro multinazionali, la situazione evidenzia due compiti urgenti di conformità. Primo, i team HR devono verificare i fascicoli I-9 per confermare che ogni lavoratore haitiano con TPS la cui carta scadeva il 10 luglio sia stato automaticamente esteso. Secondo, i responsabili della mobilità devono preparare piani di emergenza, inclusi eventuali sponsor per visti alternativi o incarichi temporanei all’estero, nel caso in cui i legislatori non intervengano e il DHS lasci scadere la nuova scadenza.
L’episodio sottolinea anche l’importanza di monitorare in tempo reale le sentenze giudiziarie e i bollettini delle agenzie, poiché cambiamenti improvvisi nel TPS possono stravolgere i modelli di staffing da un giorno all’altro. Guardando al futuro, i gruppi di advocacy promettono di mantenere alta la pressione sui legislatori durante la pausa estiva di luglio, sostenendo che rimuovere i lavoratori haitiani in un contesto di violenza delle gang e instabilità politica a Port-au-Prince sarebbe inumano e dannoso per l’economia.
Le aziende con talenti haitiani dovrebbero valutare di aderire a lettere di associazioni di categoria o inviare commenti al DHS per spiegare come l’incertezza sul TPS impatti sulle loro attività.
Questa proroga dell’ultimo minuto arriva dopo una settimana di manifestazioni al Little Haiti Cultural Center di Miami e all’aeroporto internazionale Fort Lauderdale–Hollywood, dove sindacati e leader religiosi hanno avvertito che migliaia di lavoratori essenziali nei settori dell’ospitalità e della sanità rischiano di perdere il lavoro. I datori di lavoro avevano già iniziato a preparare le lettere di licenziamento, poiché, secondo la legge federale, è illegale mantenere un dipendente in busta paga dopo la scadenza dell’EAD.
La breve estensione concede tempo al Senato per approvare un disegno di legge già passato alla Camera che protegge gli haitiani per altri tre anni e tutela le imprese statunitensi da una brusca carenza di manodopera. Dietro le quinte, gli avvocati per l’immigrazione riferiscono che il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) sta ancora valutando come applicare la decisione della Corte Suprema del 1° luglio, che conferma l’autorità dell’amministrazione di terminare il TPS per alcuni paesi.
Istruendo i datori di lavoro a considerare il 24 luglio come nuova data di riferimento nei moduli I-9 e nei registri E-Verify, il DHS evita un’ondata caotica di licenziamenti mentre aggiorna le normative ufficiali. Le aziende dovrebbero documentare questa estensione automatica e segnare sul calendario il 24 luglio, a meno che il Congresso non approvi prima una soluzione più duratura.
Per i datori di lavoro multinazionali, la situazione evidenzia due compiti urgenti di conformità. Primo, i team HR devono verificare i fascicoli I-9 per confermare che ogni lavoratore haitiano con TPS la cui carta scadeva il 10 luglio sia stato automaticamente esteso. Secondo, i responsabili della mobilità devono preparare piani di emergenza, inclusi eventuali sponsor per visti alternativi o incarichi temporanei all’estero, nel caso in cui i legislatori non intervengano e il DHS lasci scadere la nuova scadenza.
L’episodio sottolinea anche l’importanza di monitorare in tempo reale le sentenze giudiziarie e i bollettini delle agenzie, poiché cambiamenti improvvisi nel TPS possono stravolgere i modelli di staffing da un giorno all’altro. Guardando al futuro, i gruppi di advocacy promettono di mantenere alta la pressione sui legislatori durante la pausa estiva di luglio, sostenendo che rimuovere i lavoratori haitiani in un contesto di violenza delle gang e instabilità politica a Port-au-Prince sarebbe inumano e dannoso per l’economia.
Le aziende con talenti haitiani dovrebbero valutare di aderire a lettere di associazioni di categoria o inviare commenti al DHS per spiegare come l’incertezza sul TPS impatti sulle loro attività.
Fonte: Axios Miami
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