
I visitatori internazionali che sono arrivati in Belgio per il primo weekend di Tomorrowland – uno dei più grandi festival di musica dance al mondo – si sono trovati di fronte a code senza precedenti ai controlli passaporti all’aeroporto di Bruxelles venerdì 17 luglio. Post sui social media e testimonianze oculari raccontano di viaggiatori extra-UE che hanno atteso da tre a cinque ore per completare le formalità di frontiera, con agenti della polizia federale presenti sul posto che avrebbero avvertito di ritardi ancora maggiori nel corso della giornata.
Il problema si è verificato proprio nel momento del primo test stagionale del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE, entrato in piena operatività il 10 aprile. L’EES sostituisce il timbro manuale sul passaporto con un controllo biometrico che acquisisce impronte digitali e un’immagine facciale di ogni cittadino extra-UE che entra o esce dall’area Schengen. Sebbene il sistema sia pensato per rafforzare la sicurezza e ridurre le permanenze irregolari, la fase aggiuntiva di registrazione ha allungato i tempi di elaborazione in tutta Europa.
L’aeroporto di Bruxelles aveva installato 61 chioschi self-service e assunto personale extra in previsione dell’afflusso, ma una carenza di agenti della polizia federale – stimata al 25% sotto il fabbisogno – ha lasciato molti sportelli senza personale durante l’affollamento mattutino di venerdì. Il tempismo non potrebbe essere peggiore per il settore turistico e degli eventi belga. Solo Tomorrowland attira oltre 400.000 visitatori (circa la metà provenienti da fuori UE) in due weekend consecutivi, generando una spesa locale stimata di 100 milioni di euro.
Compagnie aeree e tour operator che offrono pacchetti per il festival – alcuni con trasferimenti in pullman molto stretti nello stesso giorno – si sono affrettati a dirottare i passeggeri via Amsterdam e Parigi o hanno consigliato ai clienti di prevedere almeno sei ore tra l’atterraggio e le connessioni successive. Anche i responsabili della mobilità aziendale stanno risentendo dell’impatto: diverse multinazionali con sede europea a Bruxelles hanno segnalato riunioni saltate e sessioni di formazione riprogrammate per il personale americano e asiatico in arrivo questa settimana.
I consulenti per l’immigrazione invitano i datori di lavoro a informare i viaggiatori sulle nuove procedure, a preregistrare i dati biometrici quando possibile e a evitare itinerari last minute via Bruxelles finché il personale non sarà adeguatamente rafforzato. I ministeri dell’Interno e della Mobilità del Belgio hanno ribadito che l’EES è un obbligo a livello UE, ma hanno riconosciuto le “difficoltà iniziali”. Un gruppo di lavoro, che include l’aeroporto di Bruxelles, la polizia federale e l’Ufficio immigrazione, si riunirà lunedì per valutare misure temporanee come l’assegnazione di agenti aggiuntivi ai controlli manuali e l’ampliamento dell’uso dei varchi elettronici per i cittadini a basso rischio.
Gli stakeholder avvertono però che le code potrebbero persistere per tutta l’estate, a meno che non si trovi una soluzione strutturale per il personale.
Il problema si è verificato proprio nel momento del primo test stagionale del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE, entrato in piena operatività il 10 aprile. L’EES sostituisce il timbro manuale sul passaporto con un controllo biometrico che acquisisce impronte digitali e un’immagine facciale di ogni cittadino extra-UE che entra o esce dall’area Schengen. Sebbene il sistema sia pensato per rafforzare la sicurezza e ridurre le permanenze irregolari, la fase aggiuntiva di registrazione ha allungato i tempi di elaborazione in tutta Europa.
L’aeroporto di Bruxelles aveva installato 61 chioschi self-service e assunto personale extra in previsione dell’afflusso, ma una carenza di agenti della polizia federale – stimata al 25% sotto il fabbisogno – ha lasciato molti sportelli senza personale durante l’affollamento mattutino di venerdì. Il tempismo non potrebbe essere peggiore per il settore turistico e degli eventi belga. Solo Tomorrowland attira oltre 400.000 visitatori (circa la metà provenienti da fuori UE) in due weekend consecutivi, generando una spesa locale stimata di 100 milioni di euro.
Compagnie aeree e tour operator che offrono pacchetti per il festival – alcuni con trasferimenti in pullman molto stretti nello stesso giorno – si sono affrettati a dirottare i passeggeri via Amsterdam e Parigi o hanno consigliato ai clienti di prevedere almeno sei ore tra l’atterraggio e le connessioni successive. Anche i responsabili della mobilità aziendale stanno risentendo dell’impatto: diverse multinazionali con sede europea a Bruxelles hanno segnalato riunioni saltate e sessioni di formazione riprogrammate per il personale americano e asiatico in arrivo questa settimana.
I consulenti per l’immigrazione invitano i datori di lavoro a informare i viaggiatori sulle nuove procedure, a preregistrare i dati biometrici quando possibile e a evitare itinerari last minute via Bruxelles finché il personale non sarà adeguatamente rafforzato. I ministeri dell’Interno e della Mobilità del Belgio hanno ribadito che l’EES è un obbligo a livello UE, ma hanno riconosciuto le “difficoltà iniziali”. Un gruppo di lavoro, che include l’aeroporto di Bruxelles, la polizia federale e l’Ufficio immigrazione, si riunirà lunedì per valutare misure temporanee come l’assegnazione di agenti aggiuntivi ai controlli manuali e l’ampliamento dell’uso dei varchi elettronici per i cittadini a basso rischio.
Gli stakeholder avvertono però che le code potrebbero persistere per tutta l’estate, a meno che non si trovi una soluzione strutturale per il personale.
Fonte: EDMTunes
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