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Rapporto Schengen 2026 Evidenzia l’Implementazione dell’EES; Polonia Invitata a Potenziare la Capacità Biometrica

lug 21, 2026
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Rapporto Schengen 2026 Evidenzia l’Implementazione dell’EES; Polonia Invitata a Potenziare la Capacità Biometrica
La Commissione Europea ha pubblicato il 20 luglio 2026 il suo rapporto annuale sullo “Stato di Schengen”, il primo a includere il Sistema d’Ingresso/Uscita (EES) operativo in tutta l’area dal 10 aprile. Pur lodando gli Stati membri per aver ridotto del 14% gli attraversamenti illegali nel 2025, il documento evidenzia la Polonia — tra i cinque Paesi di confine esterno — dove è necessario installare ulteriori chioschi biometrici per gestire i picchi estivi. Il rapporto segnala che l’aeroporto di Varsavia-Chopin ha registrato un aumento del 51% di cittadini di Paesi terzi tra maggio e giugno 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, principalmente grazie ai viaggi senza visto da Stati del Golfo e India. Con soli 68 chioschi EES automatizzati attualmente installati, l’aeroporto rischia tempi medi di registrazione superiori ai tre minuti indicati come standard UE nei giorni in cui il traffico charter si sovrappone agli arrivi intercontinentali. Per i datori di lavoro, l’impatto pratico è chiaro: lavoratori distaccati e visitatori d’affari extra-UE dovrebbero prevedere tempi supplementari per il primo ingresso nell’area Schengen via Polonia, soprattutto se viaggiano con familiari le cui impronte digitali potrebbero risultare difficili da acquisire al primo tentativo. La Commissione raccomanda alla Polonia di utilizzare i 94 milioni di euro stanziati dal Fondo per la Sicurezza Interna per aumentare la capacità del 30% entro il 31 marzo 2027. Oltre ai colli di bottiglia aeroportuali, il rapporto invita Varsavia a sfruttare il database EES per un’analisi dei rischi più “intelligente” alle frontiere terrestri, integrando gli allarmi biometrici con il riconoscimento delle targhe ai confini con Bielorussia e Ucraina. Se attuato, ciò potrebbe tradursi in controlli più mirati — e quindi più rapidi — per gli operatori logistici conformi, ma anche in detenzioni più rapide per i soggetti con permessi scaduti segnalati dal sistema. Il governo ha 60 giorni per presentare un piano d’azione. Gruppi industriali come la Polish Business Roundtable chiedono consultazioni, avvertendo che la mancanza di coinvolgimento degli stakeholder durante la fase pilota 2025-26 ha causato posizionamenti incoerenti dei chioschi e disallineamenti nei collegamenti aerei. I responsabili della mobilità dovrebbero monitorare le bozze in arrivo; il mancato rispetto degli obiettivi UE potrebbe comportare sanzioni per i vettori secondo il Codice delle Frontiere Schengen per il trasporto di passeggeri con documentazione insufficiente.
Fonte: European Commission

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