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L'UE lancia una nuova agenda per la mobilità nell'ambito del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali

lug 23, 2026
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L'UE lancia una nuova agenda per la mobilità nell'ambito del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali
Bruxelles – 22 luglio 2026. La Commissione Europea ha pubblicato oggi una Comunicazione intitolata “Un impegno rinnovato per proteggere e responsabilizzare i cittadini dell’UE”, che fa il punto sul Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, attivo da nove anni, e individua tre aree prioritarie per la prossima legislatura: 1) alleviare le pressioni sul costo della vita, 2) preparare i mercati del lavoro all’intelligenza artificiale, e 3) ridurre le disuguaglianze.

Per i team di mobilità internazionale e risorse umane in Belgio, il documento va oltre un semplice manifesto sociale. La Commissione collega esplicitamente i pilastri delle “condizioni di lavoro eque” e della “protezione sociale” alle esigenze dei 13 milioni di lavoratori transfrontalieri dell’UE. Annuncia un seguito legislativo alle recenti modifiche delle regole di coordinamento su disoccupazione, assegni familiari e assistenza a lungo termine, e istituisce un Gruppo di Esperti di Alto Livello che valuterà come integrare il matching lavorativo basato su AI e il lavoro a distanza senza compromettere i diritti portabili.

L'UE lancia una nuova agenda per la mobilità nell'ambito del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali


In termini pratici, gli espatriati inviati in Belgio o da qui possono aspettarsi procedure semplificate per l’esportazione dei benefici, scambi elettronici più rapidi tra l’ONSS/RSZ belga e le istituzioni degli altri Stati membri, e regole più chiare sugli adeguamenti salariali minimi per il personale distaccato nel mercato immobiliare ad alto costo del Belgio. La Commissione accenna anche a un sostegno finanziario per le piccole imprese che incontrano difficoltà nell’applicare le nuove regole di coordinamento della sicurezza sociale quando inviano personale all’estero.

La Comunicazione ribadisce che le azioni legate alla mobilità saranno finanziate attraverso la quota belga del Fondo Sociale Europeo Plus e del Meccanismo per la Ripresa e la Resilienza. Invita inoltre gli Stati membri – incluso il Belgio, che registra ancora carenze nel suo Punto di Contatto Nazionale per la Sicurezza Sociale – a “implementare pienamente” entro fine anno la piattaforma di Scambio Elettronico delle Informazioni sulla Sicurezza Sociale (EESSI).

Gli specialisti della mobilità internazionale dovranno quindi rivedere le politiche di assegnazione, aggiornare gli strumenti di previsione dei costi in vista delle modifiche ai massimali per l’esportazione dei benefici, e assicurarsi che i sistemi HRIS siano in grado di gestire i nuovi flussi di lavoro EESSI. I datori di lavoro belgi che fanno ampio affidamento su cittadini di paesi terzi sono invitati a monitorare le raccomandazioni del gruppo di esperti sull’AI, attese per inizio 2027, poiché potrebbero influenzare le future soglie salariali per la Blue Card e gli algoritmi di matching delle competenze gestiti dai servizi per l’impiego fiamminghi, valloni e di Bruxelles.
Fonte: European Commission – Newsroom

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