
Il 22 luglio 2026 la Commissione Europea ha pubblicato una comunicazione intitolata “Un impegno rinnovato per proteggere e responsabilizzare i cittadini dell’UE”, facendo il punto sul Pilastro Europeo dei Diritti Sociali e segnalando tre priorità per il prossimo ciclo legislativo. Pur espressa in termini di politica sociale, la comunicazione ha implicazioni chiare per i responsabili delle risorse umane internazionali e della mobilità in Belgio.
In primo luogo, la Commissione sottolinea le pressioni legate all’accessibilità del mercato del lavoro e al costo della vita, anticipando una revisione delle regole attuali di coordinamento fiscale e dei benefici sociali, affinché i lavoratori mobili—soprattutto i pendolari intra-UE e i telelavoratori transfrontalieri—possano continuare a beneficiare di una copertura previdenziale senza interruzioni amministrative.
In secondo luogo, Bruxelles istituirà un gruppo di alto livello per valutare l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, con il compito di raccomandare modalità sicure per l’uso di piattaforme di matching basate su AI, già ampiamente utilizzate da molti datori di lavoro belgi per le assunzioni internazionali.
In terzo luogo, il documento promette nuovi indicatori per la qualità del lavoro e lascia intendere una revisione della Direttiva 2014/50 sulle pensioni complementari portabili, un tema da tempo critico per gli espatriati, i cui schemi pensionistici professionali belgi perdono portabilità in caso di trasferimento.
Parallelamente, la Commissione collega esplicitamente questo piano a dossier seguiti con attenzione dai team di mobilità: le riforme della Direttiva sui residenti di lungo periodo, il quadro del permesso unico e la prossima valutazione delle regole della Carta Blu. Raggruppando questi temi sotto il Pilastro dei Diritti Sociali, l’UE segnala che le questioni legate alla mobilità lavorativa resteranno in cima all’agenda politica, nonostante le preoccupazioni degli Stati membri sul dumping sociale.
Per le multinazionali belghe il messaggio è duplice. Sul fronte delle opportunità, l’UE offrirà nuovi finanziamenti per programmi di riqualificazione aperti ai lavoratori mobili, potenzialmente alleviando la carenza di talenti nel cluster delle scienze della vita delle Fiandre e nei poli logistici della Vallonia. Sul fronte della conformità, le aziende devono prepararsi a obblighi di rendicontazione più stringenti per il reclutamento assistito da AI e a una probabile riduzione del differenziale salariale tra assunzioni locali e distaccati intra-UE.
In pratica, i responsabili della mobilità dovrebbero verificare i processi relativi ai lavoratori distaccati e le politiche di lavoro a distanza, assicurarsi che i fornitori di servizi paghe belgi siano pronti a gestire il prossimo sistema elettronico di scambio A1 e prevedere budget per eventuali integrazioni salariali ai pacchetti minimi per i trasferiti con Carta Blu.
La Commissione consulterà le parti interessate questo autunno, offrendo ai datori di lavoro belgi una finestra per influenzare le regole dettagliate prima che arrivino al Consiglio e al Parlamento nel 2027.
In primo luogo, la Commissione sottolinea le pressioni legate all’accessibilità del mercato del lavoro e al costo della vita, anticipando una revisione delle regole attuali di coordinamento fiscale e dei benefici sociali, affinché i lavoratori mobili—soprattutto i pendolari intra-UE e i telelavoratori transfrontalieri—possano continuare a beneficiare di una copertura previdenziale senza interruzioni amministrative.
In secondo luogo, Bruxelles istituirà un gruppo di alto livello per valutare l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, con il compito di raccomandare modalità sicure per l’uso di piattaforme di matching basate su AI, già ampiamente utilizzate da molti datori di lavoro belgi per le assunzioni internazionali.
In terzo luogo, il documento promette nuovi indicatori per la qualità del lavoro e lascia intendere una revisione della Direttiva 2014/50 sulle pensioni complementari portabili, un tema da tempo critico per gli espatriati, i cui schemi pensionistici professionali belgi perdono portabilità in caso di trasferimento.
Parallelamente, la Commissione collega esplicitamente questo piano a dossier seguiti con attenzione dai team di mobilità: le riforme della Direttiva sui residenti di lungo periodo, il quadro del permesso unico e la prossima valutazione delle regole della Carta Blu. Raggruppando questi temi sotto il Pilastro dei Diritti Sociali, l’UE segnala che le questioni legate alla mobilità lavorativa resteranno in cima all’agenda politica, nonostante le preoccupazioni degli Stati membri sul dumping sociale.
Per le multinazionali belghe il messaggio è duplice. Sul fronte delle opportunità, l’UE offrirà nuovi finanziamenti per programmi di riqualificazione aperti ai lavoratori mobili, potenzialmente alleviando la carenza di talenti nel cluster delle scienze della vita delle Fiandre e nei poli logistici della Vallonia. Sul fronte della conformità, le aziende devono prepararsi a obblighi di rendicontazione più stringenti per il reclutamento assistito da AI e a una probabile riduzione del differenziale salariale tra assunzioni locali e distaccati intra-UE.
In pratica, i responsabili della mobilità dovrebbero verificare i processi relativi ai lavoratori distaccati e le politiche di lavoro a distanza, assicurarsi che i fornitori di servizi paghe belgi siano pronti a gestire il prossimo sistema elettronico di scambio A1 e prevedere budget per eventuali integrazioni salariali ai pacchetti minimi per i trasferiti con Carta Blu.
La Commissione consulterà le parti interessate questo autunno, offrendo ai datori di lavoro belgi una finestra per influenzare le regole dettagliate prima che arrivino al Consiglio e al Parlamento nel 2027.
Fonte: European Commission
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