
Una coalizione di sei grandi città guidate dai Democratici — New York City, Chicago, San Francisco, Seattle, la contea di Santa Clara (CA) e la contea di King (WA) — ha presentato lunedì 14 settembre una causa presso il Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Sud di New York, chiedendo di bloccare la nuova regola sul “public charge” del Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) prima che entri in vigore venerdì.
La normativa concede a USCIS e agli ufficiali consolari un’ampia discrezionalità nel negare green card e visti temporanei a chi ha utilizzato — o è ritenuto probabile che utilizzi — qualsiasi beneficio pubblico soggetto a means-testing, come Medicaid, SNAP e i voucher per l’alloggio. Le autorità cittadine sostengono che la regola abbandona il criterio storico di “dipendenza primaria” a favore di un test indefinito e prospettico, che scoraggerà l’uso legittimo dei benefici e metterà a rischio i programmi municipali di salute e abitazione.
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha definito la norma “uno strumento di crudeltà” che disincentiverà le famiglie con status misto, inclusi i bambini cittadini statunitensi, dal cercare assistenza medica e alimentare, aumentando i costi per le cure non compensate negli ospedali locali. Chicago e Seattle stimano che decine di migliaia di residenti potrebbero rinunciare ai benefici, trasferendo milioni di dollari di spese ai governi locali.
Il DHS ha liquidato la causa come una mossa politica, sostenendo che le giurisdizioni “santuario” temono di perdere fondi federali perché centinaia di migliaia di immigrati irregolari e non cittadini potrebbero rinunciare ai programmi di assistenza americana. L’agenzia insiste che la regola mira solo a garantire l’autosufficienza degli immigrati, riprendendo il linguaggio usato per una norma simile introdotta nel 2019 durante l’amministrazione Trump.
Per datori di lavoro e responsabili della mobilità globale, la causa introduce nuova incertezza nella pianificazione delle procedure di aggiustamento dello status. Se la regola entrerà in vigore il 18 settembre, i richiedenti green card basate sull’occupazione che abbiano mai ricevuto Medicaid o altri benefici — anche per brevi periodi — potrebbero dover fornire documentazione aggiuntiva o versare una cauzione “public charge”. Gli avvocati consigliano di verificare ora l’uso dei benefici e di prevedere tempi supplementari per la preparazione del modulo I-485. Le aziende potrebbero inoltre osservare una riluttanza da parte dei nuovi assunti stranieri a iscriversi a piani sanitari aziendali che ricevono sussidi pubblici.
Poiché la regola è presentata come linea guida politica e non come regolamento formale, i querelanti sostengono che viola il requisito di notifica e commento previsto dall’Administrative Procedure Act. Un’ordinanza restrittiva temporanea potrebbe quindi sospenderne l’applicazione a livello nazionale durante il procedimento legale, come avvenuto con la versione del 2019. I team di mobilità dovrebbero monitorare attentamente l’evoluzione del caso, ma prepararsi come se la regola potesse entrare in vigore già questo venerdì in assenza di un provvedimento cautelare.
La normativa concede a USCIS e agli ufficiali consolari un’ampia discrezionalità nel negare green card e visti temporanei a chi ha utilizzato — o è ritenuto probabile che utilizzi — qualsiasi beneficio pubblico soggetto a means-testing, come Medicaid, SNAP e i voucher per l’alloggio. Le autorità cittadine sostengono che la regola abbandona il criterio storico di “dipendenza primaria” a favore di un test indefinito e prospettico, che scoraggerà l’uso legittimo dei benefici e metterà a rischio i programmi municipali di salute e abitazione.
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha definito la norma “uno strumento di crudeltà” che disincentiverà le famiglie con status misto, inclusi i bambini cittadini statunitensi, dal cercare assistenza medica e alimentare, aumentando i costi per le cure non compensate negli ospedali locali. Chicago e Seattle stimano che decine di migliaia di residenti potrebbero rinunciare ai benefici, trasferendo milioni di dollari di spese ai governi locali.
Il DHS ha liquidato la causa come una mossa politica, sostenendo che le giurisdizioni “santuario” temono di perdere fondi federali perché centinaia di migliaia di immigrati irregolari e non cittadini potrebbero rinunciare ai programmi di assistenza americana. L’agenzia insiste che la regola mira solo a garantire l’autosufficienza degli immigrati, riprendendo il linguaggio usato per una norma simile introdotta nel 2019 durante l’amministrazione Trump.
Per datori di lavoro e responsabili della mobilità globale, la causa introduce nuova incertezza nella pianificazione delle procedure di aggiustamento dello status. Se la regola entrerà in vigore il 18 settembre, i richiedenti green card basate sull’occupazione che abbiano mai ricevuto Medicaid o altri benefici — anche per brevi periodi — potrebbero dover fornire documentazione aggiuntiva o versare una cauzione “public charge”. Gli avvocati consigliano di verificare ora l’uso dei benefici e di prevedere tempi supplementari per la preparazione del modulo I-485. Le aziende potrebbero inoltre osservare una riluttanza da parte dei nuovi assunti stranieri a iscriversi a piani sanitari aziendali che ricevono sussidi pubblici.
Poiché la regola è presentata come linea guida politica e non come regolamento formale, i querelanti sostengono che viola il requisito di notifica e commento previsto dall’Administrative Procedure Act. Un’ordinanza restrittiva temporanea potrebbe quindi sospenderne l’applicazione a livello nazionale durante il procedimento legale, come avvenuto con la versione del 2019. I team di mobilità dovrebbero monitorare attentamente l’evoluzione del caso, ma prepararsi come se la regola potesse entrare in vigore già questo venerdì in assenza di un provvedimento cautelare.
Fonte: Axios & Associated Press
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Stati Uniti.Di più da Stati Uniti
Visualizza tutto
Primo giorno delle ammissioni a termine del DHS: eliminata la "Durata dello Status" per titolari di visti F-1, J-1 e I
Interruzione notturna di SEVIS complica gli aggiornamenti dell’ultimo minuto dei record nel primo giorno delle ammissioni a tempo determinato