
I residenti negli Emirati Arabi Uniti che perdono o lasciano il lavoro possono ora usufruire di un generoso “periodo di grazia” di fino a 90 giorni per rimanere nel paese e organizzare un nuovo visto. Tuttavia, secondo Gulf News, molti stanno scoprendo un rischio nascosto: la polizza assicurativa sanitaria obbligatoria a carico del datore di lavoro, che sostiene ogni visto di residenza, spesso termina molto prima della fine del periodo di grazia.
Secondo la Legge sull’Assicurazione Sanitaria di Dubai e la Risoluzione Amministrativa 78 del 2022, i datori di lavoro devono mantenere attiva la polizza sanitaria del dipendente solo per 30 giorni dopo l’annullamento del visto. Ad Abu Dhabi la regola è simile, mentre negli Emirati del Nord la durata della copertura è a discrezione dell’assicuratore e del datore di lavoro.
Per i lavoratori che intendono cercare un nuovo impiego localmente, questo può significare settimane, a volte mesi, senza copertura medica, nonostante siano ancora legalmente presenti nel paese. Gli avvocati specializzati in immigrazione segnalano che questa situazione sta creando problemi di conformità e costi per i dipartimenti HR multinazionali che gestiscono programmi di assegnazione negli UAE.
I datori di lavoro che scelgono di estendere volontariamente l’assicurazione devono pagare premi aggiuntivi e monitorare manualmente le date di cancellazione. I dipendenti che non riescono a organizzare una copertura privata rischiano spese ingenti: una singola visita al pronto soccorso a Dubai può costare tra 1.500 e 3.000 AED prima del trattamento. Gli ospedali possono anche rifiutare di curare pazienti non assicurati a meno che non forniscano un deposito in contanti.
Gli esperti consigliano ai lavoratori con visto in cancellazione di chiedere al datore di lavoro o al PRO di confermare l’ultimo giorno esatto di copertura assicurativa, acquistare un piano locale a breve termine in caso di interruzione della copertura e portare con sé una prova stampata dell’assicurazione quando richiedono un nuovo permesso di lavoro.
Le aziende dovrebbero aggiornare le checklist di gestione delle uscite includendo una conferma esplicita dello stato dell’assicurazione, soprattutto per i familiari, durante il periodo di grazia. Pur non essendo previsto alcun cambiamento normativo imminente, i broker prevedono che Dubai potrebbe in futuro allineare le regole assicurative e di immigrazione per evitare queste lacune.
Fino ad allora, i team di mobilità globale dovrebbero considerare il costo aggiuntivo della copertura temporanea nei budget di liquidazione e fornire note chiare al personale in uscita.
Secondo la Legge sull’Assicurazione Sanitaria di Dubai e la Risoluzione Amministrativa 78 del 2022, i datori di lavoro devono mantenere attiva la polizza sanitaria del dipendente solo per 30 giorni dopo l’annullamento del visto. Ad Abu Dhabi la regola è simile, mentre negli Emirati del Nord la durata della copertura è a discrezione dell’assicuratore e del datore di lavoro.
Per i lavoratori che intendono cercare un nuovo impiego localmente, questo può significare settimane, a volte mesi, senza copertura medica, nonostante siano ancora legalmente presenti nel paese. Gli avvocati specializzati in immigrazione segnalano che questa situazione sta creando problemi di conformità e costi per i dipartimenti HR multinazionali che gestiscono programmi di assegnazione negli UAE.
I datori di lavoro che scelgono di estendere volontariamente l’assicurazione devono pagare premi aggiuntivi e monitorare manualmente le date di cancellazione. I dipendenti che non riescono a organizzare una copertura privata rischiano spese ingenti: una singola visita al pronto soccorso a Dubai può costare tra 1.500 e 3.000 AED prima del trattamento. Gli ospedali possono anche rifiutare di curare pazienti non assicurati a meno che non forniscano un deposito in contanti.
Gli esperti consigliano ai lavoratori con visto in cancellazione di chiedere al datore di lavoro o al PRO di confermare l’ultimo giorno esatto di copertura assicurativa, acquistare un piano locale a breve termine in caso di interruzione della copertura e portare con sé una prova stampata dell’assicurazione quando richiedono un nuovo permesso di lavoro.
Le aziende dovrebbero aggiornare le checklist di gestione delle uscite includendo una conferma esplicita dello stato dell’assicurazione, soprattutto per i familiari, durante il periodo di grazia. Pur non essendo previsto alcun cambiamento normativo imminente, i broker prevedono che Dubai potrebbe in futuro allineare le regole assicurative e di immigrazione per evitare queste lacune.
Fino ad allora, i team di mobilità globale dovrebbero considerare il costo aggiuntivo della copertura temporanea nei budget di liquidazione e fornire note chiare al personale in uscita.
Fonte: Gulf News
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