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Il Nepal spinge per la riapertura del valico terrestre Tatopani-Kodari con la Cina dopo due mesi di chiusura

set 22, 2026
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Il Nepal spinge per la riapertura del valico terrestre Tatopani-Kodari con la Cina dopo due mesi di chiusura
Kathmandu ha intensificato i contatti diplomatici con Pechino per riaprire il cruciale valico terrestre Tatopani-Kodari, chiuso da metà luglio a causa di frane provocate da piogge torrenziali su entrambi i lati del confine. Il valico, situato a 115 km a nord-est della capitale nepalese, è una via vitale per il commercio himalayano e per centinaia di commercianti nepalesi che dipendono dal transito quotidiano di merci cinesi. Secondo il capo della Dogana, Kamal Kumar Bhattarai, le frane in tre punti del Nepal hanno inizialmente bloccato i carichi, ma le autorità cinesi hanno poi sospeso i movimenti per "rischi geografici". Con Tatopani e l’alternativa Rasuwa fuori uso — quest’ultima allagata dal fiume Bhotekoshi — gli importatori hanno dovuto deviare le spedizioni attraverso il più piccolo corridoio di Korala, aumentando i costi di trasporto e i prezzi al consumo. La Cina rappresenta poco più del 20% delle importazioni nepalesi, con elettronica, materiali da costruzione e beni per la casa in testa. Il Ministero dell’Industria, Commercio e Forniture ha scambiato diverse note diplomatiche con l’ambasciata cinese e coordina i lavori di riparazione stradale con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nepalese. I parlamentari hanno sollecitato il governo del Primo Ministro Pushpa Kamal Dahal a "dare massima priorità" al ripristino del valico prima dell’inizio della stagione degli acquisti festivi a ottobre. Le autorità cinesi stanno valutando interventi di stabilizzazione dei pendii lungo la Friendship Highway verso Zhangmu, sul lato tibetano. Perché è importante per la mobilità globale: Tatopani è il punto d’ingresso terrestre preferito dagli imprenditori nepalesi che partecipano a fiere in Cina e dalle aziende di logistica alpinistica che acquistano attrezzature da Sichuan e Yunnan. La chiusura ha complicato i turni di lavoro e il rinnovo dei permessi per i tecnici cinesi impiegati negli impianti idroelettrici in Nepal. Le multinazionali con catene di approvvigionamento regionali (soprattutto FMCG e infrastrutture) devono affrontare deviazioni di una settimana via India. Se riaperto rapidamente, è previsto un progetto pilota per un sistema digitale a sportello unico per i manifesti, sviluppato congiuntamente da Dogana cinese e Dipartimento doganale nepalese, che potrebbe ridurre i tempi di sdoganamento del 30%. Tuttavia, i danni ricorrenti causati dal monsone evidenziano la necessità di infrastrutture più resilienti: entrambi i governi stanno già discutendo opzioni di tunnel nell’ambito della Belt and Road Initiative cinese. Per ora, i responsabili della mobilità consigliano ai viaggiatori di utilizzare l’aeroporto internazionale Tribhuvan o, per merci ingenti, il corridoio ferroviario Birgunj-Raxaul via India, fino a comunicazioni ufficiali di riapertura.
Fonte: Peoples’ Review (Kathmandu)

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