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Le nuove norme sulla «responsabilità a catena» potrebbero esporre le aziende britanniche a multe fino a 60.000 sterline per ogni lavoratore irregolare a partire dal 1° ottobre

set 24, 2026
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Le nuove norme sulla «responsabilità a catena» potrebbero esporre le aziende britanniche a multe fino a 60.000 sterline per ogni lavoratore irregolare a partire dal 1° ottobre
Manca solo una settimana all’entrata in vigore del regime di sanzioni civili più severo degli ultimi dieci anni, e gli esperti legali avvertono le imprese britanniche che rischiano multe fino a 60.000 sterline per ogni lavoratore irregolare, anche se assunto tramite catene di fornitura e non come dipendente diretto. L’articolo 48 del Border Security, Asylum and Immigration Act 2025 amplia le disposizioni sul diritto al lavoro previste dall’Immigration, Asylum and Nationality Act 2006. Dal 1° ottobre 2026, un’azienda che acquista servizi — pulizie, logistica, edilizia, consegne in gig economy, contratti IT — potrà essere ritenuta responsabile in solido se qualcuno nella catena non ha il permesso di lavoro, a meno che i contratti commerciali non includano clausole rigorose di conformità e l’acquirente non effettui audit di due diligence. Le linee guida preliminari del Home Office, pubblicate questo mese, confermano che l’esonero legale sarà valido solo se “l’utilizzatore finale” avrà adottato “misure ragionevoli” per verificare le procedure di diritto al lavoro dei fornitori. Queste misure dovrebbero includere garanzie contrattuali, diritti di audit e prove dell’uso da parte dei fornitori del servizio Employer Checking Service o dei codici digitali di condivisione dello status. I responsabili della mobilità globale devono agire subito: (1) mappare ogni flusso di forza lavoro indiretta (ad esempio, guardie di sicurezza subappaltate nelle sedi centrali, interpreti on-demand, sviluppatori IT offshore distaccati nel Regno Unito), (2) inserire garanzie migratorie vincolanti nei contratti quadro di servizio, e (3) predisporre piani di risposta in caso di ispezioni da parte dell’Immigration Enforcement. Le multinazionali che già applicano modelli di due diligence per il Modern Slavery Act possono integrare i controlli sull’immigrazione nei cicli di audit esistenti. Non agire comporta rischi reputazionali oltre che finanziari. Tra luglio 2025 e giugno 2026, sono state revocate 4.403 licenze di sponsor e comminate sanzioni civili per 130 milioni di sterline, secondo i dati aggiornati del Home Office pubblicati il 23 settembre. Il nuovo regime dovrebbe triplicare queste cifre entro 12 mesi. I direttori HR internazionali invitano quindi i consigli di amministrazione a considerare la conformità migratoria come una questione ESG legata alla supply chain, non una semplice formalità HR.
Fonte: Mondaq

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