
Una coalizione di sindacati, università e sei professionisti stranieri ha intentato una causa presso il Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Massachusetts, contestando due circolari politiche che hanno silenziosamente modificato il modo in cui l'U.S. Citizenship and Immigration Services (USCIS) valuta le domande di adeguamento dello status basate sull’occupazione. Presentato il 5 ottobre e reso pubblico il 7 ottobre, il ricorso sostiene che le nuove direttive—emesse a maggio e agosto—consentono agli ufficiali di considerare la semplice presentazione della domanda di green card negli Stati Uniti come un fattore negativo, negando i casi senza prima emettere una Richiesta di Prove (RFE) o un Avviso di Intenzione di Negare (NOID). I querelanti affermano che tali cambiamenti stravolgono decenni di prassi che permettevano ai lavoratori H-1B, L-1 e O-1 di lungo termine di passare alla residenza permanente senza interrompere il lavoro o la vita familiare. Avvertono che le aziende potrebbero essere costrette a inviare personale prezioso all’estero per il processo consolare, con il rischio di ritardi nei progetti e complicazioni nelle buste paga. La causa sostiene che le circolari violano l’Administrative Procedure Act e superano l’autorità statutaria dell’USCIS imponendo nuovi standard retroattivi sui casi in corso. Tra i querelanti figurano l’analista STEM nigeriano Ikechi Nwaozuzu e l’operatrice sanitaria colombiana Derly Sneit Sierra Palacios, entrambi preoccupati per la perdita del lavoro e la separazione familiare qualora fossero costretti a lasciare il paese a metà del processo. I gruppi universitari sostengono che la politica minaccia la continuità della ricerca, citando esempi di ricercatori post-dottorato i cui finanziamenti di laboratorio dipendono da un’autorizzazione al lavoro ininterrotta. Gli esperti legali osservano che, sebbene l’adeguamento dello status sia discrezionale secondo l’Immigration and Nationality Act, i tribunali hanno più volte limitato i dinieghi automatici senza una valutazione individuale. Il caso potrebbe stabilire un precedente a livello nazionale, dato che le circolari riguardano circa 125.000 domande di adeguamento dello status basate sull’occupazione ogni anno. Fino alla sentenza, i datori di lavoro devono aspettarsi un aumento di RFE e dinieghi e potrebbero considerare di presentare petizioni I-140 per processo consolare come soluzione alternativa. Gli avvocati per l’immigrazione raccomandano inoltre di mantenere la flessibilità di viaggio tramite advance parole e di preparare i sistemi di gestione delle buste paga per eventuali trasferimenti all’estero con breve preavviso.
Fonte: NRI Pulse
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