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Il CEO dell'Aeroporto di Vienna chiede l'abolizione della tassa sui biglietti aerei in Austria per fermare la fuga di passeggeri

ott 10, 2026
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Il CEO dell'Aeroporto di Vienna chiede l'abolizione della tassa sui biglietti aerei in Austria per fermare la fuga di passeggeri
L’aeroporto internazionale di Vienna (VIE) sta facendo pressione sul governo federale per abolire la controversa tassa sui biglietti aerei, dopo aver registrato un calo del 3,2% dei passeggeri, scesi a 14,3 milioni nella prima metà del 2026. In un’intervista all’ORF, il membro del consiglio Günther Ofner ha spiegato che la tassa di 12 € sui voli a medio raggio e di 30 € su quelli a corto raggio ha spinto compagnie aeree sensibili ai prezzi e circa due milioni di passeggeri verso la vicina Bratislava, dove le tariffe sono circa un terzo più basse. Ofner sostiene che la tassa, introdotta nel 2011 come misura ambientale, non ha ridotto le emissioni, ma ha invece spostato traffico e posti di lavoro oltre confine. Uno studio del Centro Aerospaziale Tedesco per il ministero dei trasporti austriaco ha rilevato che, mentre le tariffe aeroportuali di VIE sono aumentate solo del 22% dal 2019, i costi imposti dallo Stato, come le tariffe per la navigazione aerea e la tassa sui biglietti, sono saliti dell’85%, quasi il doppio della media europea. Questo divario di costi ha già spinto compagnie low-cost come Wizz Air e Ryanair a ridurre la capacità o a riassegnare gli aeromobili. La perdita di passeggeri ha ripercussioni più ampie sull’economia austriaca: meno arrivi di viaggiatori d’affari significano minori spese in hotel, ristoranti e conferenze, indebolendo la posizione di Vienna come hub dell’Europa centrale. Ofner sostiene che abolire la tassa sarebbe neutrale per le casse dello Stato, poiché il ritorno del traffico e della spesa accessoria aumenterebbe le entrate da IVA e imposte sul reddito. La segretaria di Stato al Turismo Elisabeth Zehetner (ÖVP) ha dichiarato che il governo esaminerà i dati, mentre l’opposizione FPÖ ha definito la tassa “un killer di posti di lavoro”. Gli operatori aeroportuali in tutta l’UE osservano con attenzione: solo otto Stati membri applicano ancora una tassa simile, dopo che la Germania ha dimezzato la propria questa estate. Un’eventuale abolizione austriaca potrebbe dare slancio a una revisione più ampia delle tasse sui passeggeri, in un momento in cui le compagnie affrontano ulteriori pressioni sui costi dovute al mandato UE sui carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF). Per i responsabili dei viaggi aziendali, il dibattito è più che teorico: un biglietto di andata e ritorno business a medio raggio con partenza da Vienna costa attualmente 24 € in più rispetto allo stesso itinerario da Bratislava. Se la tassa venisse abolita, come spera Ofner entro il calendario estivo 2027, le aziende potrebbero beneficiare di risparmi immediati e di una scelta più ampia di voli diretti dal principale hub austriaco.
Fonte: ORF (noe.ORF.at)

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