
Un tentativo di conciliazione durato sette settimane, volto a porre fine alla lunga controversia sindacale tra Lufthansa e il sindacato dei piloti Vereinigung Cockpit (VC), è naufragato giovedì 22 ottobre 2026. Gli ex presidenti di stato Roland Koch e Bodo Ramelow, nominati come arbitri neutrali, hanno confermato che non è stato possibile raggiungere raccomandazioni vincolanti su pensioni e progressione salariale per circa 5.000 piloti di Lufthansa Passenger Airlines e Lufthansa Cargo.
Sebbene entrambe le parti abbiano concordato di proseguire con una mediazione più ampia, l’assenza di un accordo di riserva elimina una rete di sicurezza fondamentale: in caso di fallimento della mediazione principale, VC può legalmente indire uno sciopero con soli 48 ore di preavviso. Il consiglio del sindacato si riunirà il 28 ottobre per riesaminare i mandati di sciopero già approvati dai membri ad agosto.
Un eventuale sciopero coinciderebbe con l’inizio della stagione invernale di punta in Germania, storicamente uno dei periodi più redditizi per Lufthansa, e potrebbe costringere le multinazionali a dirottare il personale via Amsterdam, Parigi o Istanbul. In gioco c’è il piano di Lufthansa di ridurre le passività pensionistiche pregresse e di trasferire gli aeromobili a filiali a costi inferiori come City Airlines. VC sostiene che tali strategie di “bypass della flotta” compromettono i percorsi di carriera negoziati e minano la nuova Carta per la Trasformazione dell’Aviazione tedesca, che lega i sussidi statali per il clima a “strutture lavorative eque”.
Gli analisti di Bernstein stimano che ogni giorno di sciopero costi a Lufthansa tra i 30 e i 35 milioni di euro in mancati ricavi e indennizzi. Il Ministero Federale dei Trasporti ha esortato entrambe le parti a trovare rapidamente un accordo, avvertendo che le interruzioni ripetute “danneggiano la reputazione della Germania come hub commerciale globale”.
La società di gestione viaggi FCM segnala che le prenotazioni aziendali mostrano già uno spostamento del 12% verso vettori stranieri sulle rotte Francoforte-USA per novembre. I consulenti legali ricordano ai dipartimenti HR che, secondo la Legge tedesca sul diritto del lavoro, i datori di lavoro devono comunque corrispondere gli stipendi se il personale non può viaggiare a causa di uno sciopero legittimo, ma possono richiedere un risarcimento limitato a Lufthansa secondo il regime EU261.
Le aziende dovrebbero preparare scenari alternativi di routing e monitorare il feed ufficiale di VC su X (Twitter) per i voti sugli scioperi. Anche uno stop di 24 ore con breve preavviso potrebbe cancellare fino a 1.000 voli, colpendo non solo i collegamenti a lungo raggio ma anche i servizi nazionali di collegamento fondamentali per le missioni intra-UE.
Sebbene entrambe le parti abbiano concordato di proseguire con una mediazione più ampia, l’assenza di un accordo di riserva elimina una rete di sicurezza fondamentale: in caso di fallimento della mediazione principale, VC può legalmente indire uno sciopero con soli 48 ore di preavviso. Il consiglio del sindacato si riunirà il 28 ottobre per riesaminare i mandati di sciopero già approvati dai membri ad agosto.
Un eventuale sciopero coinciderebbe con l’inizio della stagione invernale di punta in Germania, storicamente uno dei periodi più redditizi per Lufthansa, e potrebbe costringere le multinazionali a dirottare il personale via Amsterdam, Parigi o Istanbul. In gioco c’è il piano di Lufthansa di ridurre le passività pensionistiche pregresse e di trasferire gli aeromobili a filiali a costi inferiori come City Airlines. VC sostiene che tali strategie di “bypass della flotta” compromettono i percorsi di carriera negoziati e minano la nuova Carta per la Trasformazione dell’Aviazione tedesca, che lega i sussidi statali per il clima a “strutture lavorative eque”.
Gli analisti di Bernstein stimano che ogni giorno di sciopero costi a Lufthansa tra i 30 e i 35 milioni di euro in mancati ricavi e indennizzi. Il Ministero Federale dei Trasporti ha esortato entrambe le parti a trovare rapidamente un accordo, avvertendo che le interruzioni ripetute “danneggiano la reputazione della Germania come hub commerciale globale”.
La società di gestione viaggi FCM segnala che le prenotazioni aziendali mostrano già uno spostamento del 12% verso vettori stranieri sulle rotte Francoforte-USA per novembre. I consulenti legali ricordano ai dipartimenti HR che, secondo la Legge tedesca sul diritto del lavoro, i datori di lavoro devono comunque corrispondere gli stipendi se il personale non può viaggiare a causa di uno sciopero legittimo, ma possono richiedere un risarcimento limitato a Lufthansa secondo il regime EU261.
Le aziende dovrebbero preparare scenari alternativi di routing e monitorare il feed ufficiale di VC su X (Twitter) per i voti sugli scioperi. Anche uno stop di 24 ore con breve preavviso potrebbe cancellare fino a 1.000 voli, colpendo non solo i collegamenti a lungo raggio ma anche i servizi nazionali di collegamento fondamentali per le missioni intra-UE.
Fonte: Reuters via Onvista