
Il governo Starmer ha fatto un passo avanti verso l’atteso Schema di Mobilità Giovanile UK–UE, dopo che i negoziatori a Londra hanno segnalato la possibile accettazione di un “meccanismo di bilanciamento” che consente a entrambe le parti di rivedere – e, se necessario, aumentare – le quote annuali in base alla domanda. Secondo un rapporto del The Times, il Regno Unito è disposto a rinunciare alla rigida soglia unica, purché ogni espansione sia una decisione congiunta e non crei un diritto illimitato a vivere e lavorare in Gran Bretagna. (thetimes.com)
Se l’accordo verrà raggiunto, si ristabiliranno diritti limitati di libera circolazione per i giovani tra i 18 e i 30 anni, quasi sei anni dopo la fine della transizione Brexit. I giovani britannici potranno nuovamente svolgere tirocini, lavori a breve termine e corsi di lingua in Europa, mentre i cittadini UE potranno trascorrere fino a due anni nel Regno Unito per acquisire esperienza lavorativa locale. Bruxelles spinge per un soggiorno massimo di quattro anni; Londra preferisce due, in linea con gli accordi bilaterali esistenti con Australia, Canada e altri.
Gruppi imprenditoriali e università hanno fortemente sostenuto lo schema, sottolineando come possa colmare le lacune di competenze nei settori dell’ospitalità, della tecnologia e delle industrie creative, offrendo ai laureati britannici un’opportunità economica per fare esperienza in Europa. I datori di lavoro non dovranno sponsorizzare i partecipanti, riducendo la burocrazia rispetto al percorso Skilled Worker e bypassando i requisiti minimi di salario. Tuttavia, i team HR dovranno monitorare attentamente l’idoneità, poiché il periodo di mobilità giovanile **non** conta ai fini della residenza permanente e non può essere prorogato.
Per le multinazionali, la proposta potrebbe semplificare le rotazioni intra-UE: un tirocinante basato nel Regno Unito potrebbe trascorrere 12 mesi a Berlino e completare il secondo anno a Londra senza cambiare visto. I responsabili dei viaggi dovranno comunque verificare gli obblighi relativi ai lavoratori distaccati e alla sicurezza sociale, che variano notevolmente tra gli Stati membri.
I negoziati riprenderanno a Bruxelles il prossimo mese. Anche in caso di rapido accordo politico, entrambe le parti dovranno approvare la legislazione attuativa, rendendo improbabile un lancio prima della metà del 2027. Le aziende che pianificano programmi di assunzione per neolaureati dovrebbero quindi continuare a prevedere budget per il permesso Skilled Worker o per il Short-Term Business Visitor almeno fino al ciclo di reclutamento 2026.
Se l’accordo verrà raggiunto, si ristabiliranno diritti limitati di libera circolazione per i giovani tra i 18 e i 30 anni, quasi sei anni dopo la fine della transizione Brexit. I giovani britannici potranno nuovamente svolgere tirocini, lavori a breve termine e corsi di lingua in Europa, mentre i cittadini UE potranno trascorrere fino a due anni nel Regno Unito per acquisire esperienza lavorativa locale. Bruxelles spinge per un soggiorno massimo di quattro anni; Londra preferisce due, in linea con gli accordi bilaterali esistenti con Australia, Canada e altri.
Gruppi imprenditoriali e università hanno fortemente sostenuto lo schema, sottolineando come possa colmare le lacune di competenze nei settori dell’ospitalità, della tecnologia e delle industrie creative, offrendo ai laureati britannici un’opportunità economica per fare esperienza in Europa. I datori di lavoro non dovranno sponsorizzare i partecipanti, riducendo la burocrazia rispetto al percorso Skilled Worker e bypassando i requisiti minimi di salario. Tuttavia, i team HR dovranno monitorare attentamente l’idoneità, poiché il periodo di mobilità giovanile **non** conta ai fini della residenza permanente e non può essere prorogato.
Per le multinazionali, la proposta potrebbe semplificare le rotazioni intra-UE: un tirocinante basato nel Regno Unito potrebbe trascorrere 12 mesi a Berlino e completare il secondo anno a Londra senza cambiare visto. I responsabili dei viaggi dovranno comunque verificare gli obblighi relativi ai lavoratori distaccati e alla sicurezza sociale, che variano notevolmente tra gli Stati membri.
I negoziati riprenderanno a Bruxelles il prossimo mese. Anche in caso di rapido accordo politico, entrambe le parti dovranno approvare la legislazione attuativa, rendendo improbabile un lancio prima della metà del 2027. Le aziende che pianificano programmi di assunzione per neolaureati dovrebbero quindi continuare a prevedere budget per il permesso Skilled Worker o per il Short-Term Business Visitor almeno fino al ciclo di reclutamento 2026.
Fonte: The Times
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