
La compagnia di bandiera di Hong Kong, Cathay Pacific Airways, ha annunciato sabato 11 aprile 2026 che ridurrà circa il 2% delle frequenze totali dei voli passeggeri tra il 16 maggio e il 30 giugno 2026, mentre la sua controllata low-cost HK Express cancellerà circa il 6% dei servizi nello stesso periodo. I tagli riguardano principalmente rotte regionali a corto raggio, ma coinvolgono anche alcune connessioni verso Australia, Sud Asia e Sud Africa.
La decisione arriva a poche settimane dall’aumento del 34% del supplemento carburante da parte del gruppo, a sottolineare come l’impennata dei prezzi del carburante per aerei – causata in gran parte dalle interruzioni di fornitura in Medio Oriente – stia erodendo i margini delle compagnie asiatiche.
Per i responsabili dei viaggi aziendali il tempismo è scomodo: maggio-giugno è tradizionalmente il picco per conferenze nell’area Asia-Pacifico e per le revisioni trimestrali di business, e la rete regionale di Cathay è un tassello chiave per gli itinerari a lungo raggio che transitano dall’aeroporto internazionale di Hong Kong.
La compagnia ha promesso di “tutelare” i passeggeri coinvolti riprenotandoli su voli entro 24 ore dalla partenza originaria e di completare le comunicazioni entro il 13 aprile, ma le multinazionali con calendari fitti potrebbero comunque dover affrontare notti extra in hotel o coincidenze perse.
Cathay definisce i tagli una misura estrema, ma gli analisti di settore evidenziano che il carburante ora rappresenta oltre il 40% dei costi operativi della compagnia, rispetto al 30% circa prima dell’ultima crisi mediorientale. Ogni aumento di 1 dollaro USA nel prezzo del carburante aggiunge circa 150 milioni di HKD di spese annuali al gruppo.
La compagnia si trova così a bilanciare l’affidabilità del servizio con il contenimento dei costi, nel percorso verso una piena ripresa post-pandemica. I viaggiatori con biglietti sulle rotte interessate sono invitati a monitorare le email di riprenotazione e a verificare gli strumenti di prenotazione aziendale per assicurarsi che i settori successivi siano stati rimborsati. Le aziende con grandi volumi di viaggio potrebbero voler bloccare le tariffe prima possibile, dato che le curve future indicano una volatilità dei prezzi del carburante anche durante il picco estivo nell’emisfero nord.
Nel frattempo, concorrenti come Singapore Airlines ed Emirates non hanno annunciato tagli simili, potenzialmente guadagnando un vantaggio nel mercato premium se le interruzioni di Cathay dovessero prolungarsi.
A medio termine, Cathay procede con la modernizzazione della flotta – A321neo per le rotte a corto raggio e ulteriori A350-1000 per i voli a lungo raggio – che garantiscono una riduzione del consumo di carburante tra il 15 e il 25%. Tuttavia, questi nuovi aerei non arriveranno in tempo per evitare un secondo trimestre turbolento per l’hub aereo di Hong Kong.
La decisione arriva a poche settimane dall’aumento del 34% del supplemento carburante da parte del gruppo, a sottolineare come l’impennata dei prezzi del carburante per aerei – causata in gran parte dalle interruzioni di fornitura in Medio Oriente – stia erodendo i margini delle compagnie asiatiche.
Per i responsabili dei viaggi aziendali il tempismo è scomodo: maggio-giugno è tradizionalmente il picco per conferenze nell’area Asia-Pacifico e per le revisioni trimestrali di business, e la rete regionale di Cathay è un tassello chiave per gli itinerari a lungo raggio che transitano dall’aeroporto internazionale di Hong Kong.
La compagnia ha promesso di “tutelare” i passeggeri coinvolti riprenotandoli su voli entro 24 ore dalla partenza originaria e di completare le comunicazioni entro il 13 aprile, ma le multinazionali con calendari fitti potrebbero comunque dover affrontare notti extra in hotel o coincidenze perse.
Cathay definisce i tagli una misura estrema, ma gli analisti di settore evidenziano che il carburante ora rappresenta oltre il 40% dei costi operativi della compagnia, rispetto al 30% circa prima dell’ultima crisi mediorientale. Ogni aumento di 1 dollaro USA nel prezzo del carburante aggiunge circa 150 milioni di HKD di spese annuali al gruppo.
La compagnia si trova così a bilanciare l’affidabilità del servizio con il contenimento dei costi, nel percorso verso una piena ripresa post-pandemica. I viaggiatori con biglietti sulle rotte interessate sono invitati a monitorare le email di riprenotazione e a verificare gli strumenti di prenotazione aziendale per assicurarsi che i settori successivi siano stati rimborsati. Le aziende con grandi volumi di viaggio potrebbero voler bloccare le tariffe prima possibile, dato che le curve future indicano una volatilità dei prezzi del carburante anche durante il picco estivo nell’emisfero nord.
Nel frattempo, concorrenti come Singapore Airlines ed Emirates non hanno annunciato tagli simili, potenzialmente guadagnando un vantaggio nel mercato premium se le interruzioni di Cathay dovessero prolungarsi.
A medio termine, Cathay procede con la modernizzazione della flotta – A321neo per le rotte a corto raggio e ulteriori A350-1000 per i voli a lungo raggio – che garantiscono una riduzione del consumo di carburante tra il 15 e il 25%. Tuttavia, questi nuovi aerei non arriveranno in tempo per evitare un secondo trimestre turbolento per l’hub aereo di Hong Kong.
Fonte: South China Morning Post
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