
L’operatore dell’aeroporto di Francoforte, Fraport, lancia un allarme per l’inizio dell’estate: tra il 26 giugno e il 9 agosto si attendono circa nove milioni di passeggeri, pari al 95% del traffico pre-pandemia, e si teme che il nuovo Sistema Biometrico di Entrata/Uscita (EES) dell’UE possa creare rallentamenti ai controlli di frontiera extra-Schengen. L’EES, operativo dal aprile 2026, registra impronte digitali e immagini facciali di ogni cittadino di paesi terzi che entra o esce dall’area Schengen. Progettato per aumentare la sicurezza e automatizzare il timbro sul passaporto, richiede però 30-45 secondi in più per ogni primo ingresso, e associazioni di compagnie aeree e aeroporti avvertono che questo si traduce rapidamente in ore di attesa quando gli arrivi sono concentrati.
Fraport consiglia quindi a tutti i passeggeri non UE — inclusi migliaia di viaggiatori cechi d’affari e turismo che transitano da Francoforte verso Asia-Pacifico e Americhe — di presentarsi in aeroporto almeno tre ore prima della partenza. I passeggeri in transito devono prevedere un’ora in più per le coincidenze fino a metà agosto. Per le aziende con programmi di mobilità da Praga, l’avviso ha conseguenze immediate: le multinazionali ceche acquistano spesso biglietti per tratte medie via Francoforte, dato che la rete long-haul di Praga è ancora in fase di ricostruzione; una coincidenza persa può significare pernottamenti imprevisti e ore lavorative perse. I responsabili viaggi stanno aggiornando i dashboard di duty of care e riorganizzando gli itinerari per far iniziare gli incontri più tardi nei giorni di arrivo. Anche le compagnie aeree stanno adeguando i tempi minimi di connessione nei sistemi di prenotazione, spostando alcune tratte in fasce tariffarie superiori.
Fraport sottolinea che il problema non è la capacità, con 116 varchi elettronici installati, ma il processo: la prima registrazione deve essere comunque supervisionata da un agente di frontiera. L’azienda ha reclutato 200 operatori temporanei per gestire le code e velocizzare la raccolta dati. La polizia federale tedesca (Bundespolizei) annuncia l’apertura di sportelli aggiuntivi nei momenti di picco, ma ammette che attese di 45-60 minuti “non sono da escludere”. Poiché la Repubblica Ceca è dentro Schengen, i rientri non sono interessati al controllo in ingresso; il problema riguarda soprattutto le partenze o le coincidenze verso destinazioni extra-Schengen.
Nel medio termine, Fraport prevede che la biometria ridurrà i tempi medi di controllo una volta che la maggior parte dei viaggiatori sarà registrata nel database. Fino ad allora, le aziende dell’Europa centrale potrebbero trovare più convenienti alternative come Amsterdam o Monaco, oppure, per viaggi intra-Schengen, passare da Vienna per evitare una seconda registrazione. I consulenti di mobilità raccomandano di informare chiaramente i viaggiatori: validità del passaporto, niente occhiali da sole ai chioschi, impronte pronte e biglietti di proseguimento a portata di mano.
Questa fase rappresenta il primo vero test sul campo dell’EES durante la stagione estiva; le prestazioni di Francoforte saranno un indicatore importante per le frontiere esterne di Praga all’aeroporto Václav Havel, quando la polizia ceca adotterà completamente l’EES entro fine anno.
Fraport consiglia quindi a tutti i passeggeri non UE — inclusi migliaia di viaggiatori cechi d’affari e turismo che transitano da Francoforte verso Asia-Pacifico e Americhe — di presentarsi in aeroporto almeno tre ore prima della partenza. I passeggeri in transito devono prevedere un’ora in più per le coincidenze fino a metà agosto. Per le aziende con programmi di mobilità da Praga, l’avviso ha conseguenze immediate: le multinazionali ceche acquistano spesso biglietti per tratte medie via Francoforte, dato che la rete long-haul di Praga è ancora in fase di ricostruzione; una coincidenza persa può significare pernottamenti imprevisti e ore lavorative perse. I responsabili viaggi stanno aggiornando i dashboard di duty of care e riorganizzando gli itinerari per far iniziare gli incontri più tardi nei giorni di arrivo. Anche le compagnie aeree stanno adeguando i tempi minimi di connessione nei sistemi di prenotazione, spostando alcune tratte in fasce tariffarie superiori.
Fraport sottolinea che il problema non è la capacità, con 116 varchi elettronici installati, ma il processo: la prima registrazione deve essere comunque supervisionata da un agente di frontiera. L’azienda ha reclutato 200 operatori temporanei per gestire le code e velocizzare la raccolta dati. La polizia federale tedesca (Bundespolizei) annuncia l’apertura di sportelli aggiuntivi nei momenti di picco, ma ammette che attese di 45-60 minuti “non sono da escludere”. Poiché la Repubblica Ceca è dentro Schengen, i rientri non sono interessati al controllo in ingresso; il problema riguarda soprattutto le partenze o le coincidenze verso destinazioni extra-Schengen.
Nel medio termine, Fraport prevede che la biometria ridurrà i tempi medi di controllo una volta che la maggior parte dei viaggiatori sarà registrata nel database. Fino ad allora, le aziende dell’Europa centrale potrebbero trovare più convenienti alternative come Amsterdam o Monaco, oppure, per viaggi intra-Schengen, passare da Vienna per evitare una seconda registrazione. I consulenti di mobilità raccomandano di informare chiaramente i viaggiatori: validità del passaporto, niente occhiali da sole ai chioschi, impronte pronte e biglietti di proseguimento a portata di mano.
Questa fase rappresenta il primo vero test sul campo dell’EES durante la stagione estiva; le prestazioni di Francoforte saranno un indicatore importante per le frontiere esterne di Praga all’aeroporto Václav Havel, quando la polizia ceca adotterà completamente l’EES entro fine anno.
Fonte: Goldesel.de
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