
Le famiglie brasiliane — e i migliaia di espatriati e viaggiatori d'affari che volano all'interno del Brasile ogni settimana — non dovranno più pagare per tenere i propri figli vicini durante il volo. L'8 luglio, l'Agenzia Nazionale per l'Aviazione Civile (ANAC) ha pubblicato la Risoluzione 807/2026 sulla Gazzetta Ufficiale e, poco più di 24 ore dopo, la norma è entrata in vigore. Le compagnie aeree devono ora assegnare posti affiancati ai passeggeri sotto i 16 anni e ad almeno un adulto accompagnatore al momento dell'emissione del biglietto, senza applicare la tariffa per la selezione del posto, pratica comune dal 2017, anno in cui il Brasile ha deregolamentato i prezzi accessori.
La misura nasce da una class action promossa da gruppi per la tutela dei consumatori nel 2019; a maggio di quest'anno l'8ª Corte Federale di Brasilia ha ordinato all'ANAC di introdurre misure di tutela “con effetto immediato”. L'agenzia ha consultato vettori e aeroporti prima di optare per una regola nazionale anziché un'applicazione caso per caso. Il presidente dell'ANAC, Tiago Chagas Faierstein, ha sottolineato che “la libertà economica delle compagnie aeree termina dove inizia il diritto fondamentale all'integrità familiare e alla protezione dei minori”.
Dal punto di vista operativo, l'obbligo è minimo — i sistemi di distribuzione globale già consentono il blocco dei posti — ma l'impatto finanziario potrebbe essere significativo per le compagnie low-cost che fanno affidamento sulle entrate derivanti dalla selezione del posto. Le tre maggiori compagnie brasiliane (GOL, LATAM Brasil e Azul) hanno dichiarato all'Agência Brasil di prevedere una perdita di 150-170 milioni di reais (27-30 milioni di dollari) all'anno per mancati introiti, ma supportano la norma per evitare danni reputazionali. Le compagnie che non si adegueranno rischiano sanzioni amministrative previste dalla Risoluzione 762/2024, con multe a partire da 10.000 reais per passeggero.
Per i responsabili della mobilità aziendale il consiglio pratico è semplice: verificare che gli strumenti di prenotazione viaggi registrino l'età del viaggiatore; se manca la data di nascita del bambino, il sistema potrebbe impostare automaticamente una mappa dei posti a pagamento, generando una spesa evitabile. Le multinazionali dovrebbero inoltre aggiornare le politiche di viaggio in Brasile per riflettere questo nuovo diritto, evitando che i dipendenti paghino di tasca propria e poi chiedano il rimborso. Infine, gli espatriati che si trasferiscono con figli in età scolare devono sapere che la norma si applica ai segmenti internazionali in entrata e uscita operati da vettori brasiliani o stranieri, purché il biglietto sia emesso in Brasile.
La risoluzione si aggiunge al crescente catalogo brasiliano di norme a tutela dei passeggeri — come la regola del 2019 che garantisce un pasto entro 12 ore in caso di ritardo del volo — che a volte superano gli standard di Nord America ed Europa. Gli osservatori la vedono come parte di un più ampio movimento per i diritti dei consumatori in vista delle elezioni generali di ottobre 2026, dove i costi dei viaggi aerei sono diventati un tema centrale della campagna elettorale.
La misura nasce da una class action promossa da gruppi per la tutela dei consumatori nel 2019; a maggio di quest'anno l'8ª Corte Federale di Brasilia ha ordinato all'ANAC di introdurre misure di tutela “con effetto immediato”. L'agenzia ha consultato vettori e aeroporti prima di optare per una regola nazionale anziché un'applicazione caso per caso. Il presidente dell'ANAC, Tiago Chagas Faierstein, ha sottolineato che “la libertà economica delle compagnie aeree termina dove inizia il diritto fondamentale all'integrità familiare e alla protezione dei minori”.
Dal punto di vista operativo, l'obbligo è minimo — i sistemi di distribuzione globale già consentono il blocco dei posti — ma l'impatto finanziario potrebbe essere significativo per le compagnie low-cost che fanno affidamento sulle entrate derivanti dalla selezione del posto. Le tre maggiori compagnie brasiliane (GOL, LATAM Brasil e Azul) hanno dichiarato all'Agência Brasil di prevedere una perdita di 150-170 milioni di reais (27-30 milioni di dollari) all'anno per mancati introiti, ma supportano la norma per evitare danni reputazionali. Le compagnie che non si adegueranno rischiano sanzioni amministrative previste dalla Risoluzione 762/2024, con multe a partire da 10.000 reais per passeggero.
Per i responsabili della mobilità aziendale il consiglio pratico è semplice: verificare che gli strumenti di prenotazione viaggi registrino l'età del viaggiatore; se manca la data di nascita del bambino, il sistema potrebbe impostare automaticamente una mappa dei posti a pagamento, generando una spesa evitabile. Le multinazionali dovrebbero inoltre aggiornare le politiche di viaggio in Brasile per riflettere questo nuovo diritto, evitando che i dipendenti paghino di tasca propria e poi chiedano il rimborso. Infine, gli espatriati che si trasferiscono con figli in età scolare devono sapere che la norma si applica ai segmenti internazionali in entrata e uscita operati da vettori brasiliani o stranieri, purché il biglietto sia emesso in Brasile.
La risoluzione si aggiunge al crescente catalogo brasiliano di norme a tutela dei passeggeri — come la regola del 2019 che garantisce un pasto entro 12 ore in caso di ritardo del volo — che a volte superano gli standard di Nord America ed Europa. Gli osservatori la vedono come parte di un più ampio movimento per i diritti dei consumatori in vista delle elezioni generali di ottobre 2026, dove i costi dei viaggi aerei sono diventati un tema centrale della campagna elettorale.
Fonte: Agência Brasil
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