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La consultazione rivela un profondo divario sulle restrizioni più severe della ‘Lex Koller’ per gli acquirenti stranieri di immobili

lug 16, 2026
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La consultazione rivela un profondo divario sulle restrizioni più severe della ‘Lex Koller’ per gli acquirenti stranieri di immobili
Il dibattito svizzero, ormai di lunga data, su quanto i cittadini stranieri debbano poter investire nel mercato immobiliare nazionale ha raggiunto un nuovo picco il 15 luglio 2026, quando il Dipartimento federale di giustizia ha pubblicato i riscontri di una consultazione di tre mesi sul possibile inasprimento della cosiddetta legge Lex Koller. La bozza di revisione vieterebbe ai residenti all’estero di acquistare azioni in società quotate che operano nel settore immobiliare residenziale, chiudendo una scappatoia che, secondo il governo, alimenta l’aumento dei prezzi in città come Zurigo e Losanna. Partiti di sinistra e l’Unione Democratica di Centro (UDC), solitamente agli antipodi sulle questioni migratorie, hanno entrambi accolto con favore la proposta, sostenendo che il capitale straniero senza limiti distorce il mercato abitativo e mina la coesione sociale. Al contrario, le lobby imprenditoriali e le associazioni di agenti immobiliari hanno avvertito di “gravi svantaggi per la Svizzera come piazza economica”, con diversi fondi immobiliari (REIT) che minacciano di uscire dalla quotazione se la misura dovesse passare. Dal punto di vista della mobilità globale, la revisione avrebbe effetti concreti sugli espatriati inviati in Svizzera per incarichi di medio-lungo termine. Pur potendo ancora acquistare una residenza principale con permessi validi, l’investimento in seconde case o tramite fondi immobiliari potrebbe diventare molto più complicato. I datori di lavoro potrebbero quindi affrontare costi abitativi più elevati nel trasferire dirigenti, soprattutto nei cantoni più richiesti dove l’offerta è già limitata. La consultazione, terminata il 15 luglio, coincide con un’iniziativa popolare per limitare la popolazione svizzera a dieci milioni di abitanti, un’ulteriore dimostrazione di come le preoccupazioni su abitazione e migrazione siano strettamente connesse nel dibattito politico. Il Consiglio federale ora elaborerà un progetto di legge definitivo da sottoporre al parlamento; gli addetti ai lavori prevedono clausole di compromesso che esentano i cittadini UE/AELS con permesso di domicilio permanente e le multinazionali che gestiscono alloggi per il personale, ma la restrizione principale sugli investitori non residenti dovrebbe rimanere. Se approvata nel 2027, le squadre di mobilità globale dovranno rivedere le indennità abitative a lungo termine e valutare contratti di locazione anziché acquisti per il personale in arrivo. I consulenti immobiliari consigliano inoltre di concludere eventuali acquisizioni pianificate prima della scadenza del periodo transitorio, poiché i diritti acquisiti potrebbero essere limitati.
Fonte: SWI swissinfo.ch

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