
Il governo federale belga ha concluso una sessione di negoziazione notturna a Bruxelles il 18 luglio con un accordo che riguarda direttamente chiunque voli da o verso il paese. I ministri hanno deciso di **non** aumentare la cosiddetta “tassa di imbarco” sui voli a medio e lungo raggio fino a 10 euro, come era stato ipotizzato all’inizio dell’anno, optando invece per un sovrapprezzo più contenuto di 7 euro per i viaggi superiori a 500 km. I voli a corto raggio (sotto i 500 km) manterranno la tassa di 2 euro introdotta nel 2022, mentre i passeggeri in transito e i neonati resteranno esenti.
Il compromesso arriva dopo settimane di pressioni da parte dell’aeroporto di Bruxelles, della Confederazione belga del turismo e di diverse multinazionali con sede nella capitale, che avevano avvertito che un aumento più marcato avrebbe reso il Belgio meno attrattivo come hub per i viaggi d’affari e le trasferte internazionali. Secondo il Ministero delle Finanze, la tariffa di 7 euro genererà comunque circa 54 milioni di euro all’anno, fondi destinati a migliorare i collegamenti ferroviari e di autobus tra città regionali come Gand, Anversa e Liegi e l’aeroporto nazionale.
Dal punto di vista della mobilità globale, la decisione offre alle aziende una maggiore certezza sui costi, utile per pianificare i programmi di viaggio e trasferimento per il 2027. Una nota di Deloitte Belgio, diffusa sabato ai clienti, stima che per un tipico biglietto di andata e ritorno a lungo raggio acquistato a Bruxelles per un trasferimento a New York, la componente fiscale aumenterà di 10 euro anziché 20, permettendo alle aziende di risparmiare circa 600.000 euro all’anno su grandi programmi di mobilità.
Il governo ha inoltre confermato che la tassa sarà riscossa automaticamente dalle compagnie aeree al momento della vendita, eliminando l’onere amministrativo per i viaggiatori. Tuttavia, i datori di lavoro devono tenere presente il messaggio politico: la vice primo ministro Petra De Sutter ha sottolineato che la tassa è pensata per “spingere” i viaggiatori verso alternative a minore impatto ambientale per spostamenti entro i 700 km, come le reti ferroviarie ad alta velocità Thalys, Eurostar e ICE. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero quindi continuare a promuovere il treno rispetto all’aereo per viaggi verso Parigi, Amsterdam, Francoforte e Colonia, dove i tempi di percorrenza sono già competitivi.
Infine, il governo ha anticipato che all’inizio del 2027 partirà una revisione completa del regime fiscale sull’aviazione in Belgio, che potrebbe includere esenzioni per i voli con carburanti sostenibili (SAF).
Il compromesso arriva dopo settimane di pressioni da parte dell’aeroporto di Bruxelles, della Confederazione belga del turismo e di diverse multinazionali con sede nella capitale, che avevano avvertito che un aumento più marcato avrebbe reso il Belgio meno attrattivo come hub per i viaggi d’affari e le trasferte internazionali. Secondo il Ministero delle Finanze, la tariffa di 7 euro genererà comunque circa 54 milioni di euro all’anno, fondi destinati a migliorare i collegamenti ferroviari e di autobus tra città regionali come Gand, Anversa e Liegi e l’aeroporto nazionale.
Dal punto di vista della mobilità globale, la decisione offre alle aziende una maggiore certezza sui costi, utile per pianificare i programmi di viaggio e trasferimento per il 2027. Una nota di Deloitte Belgio, diffusa sabato ai clienti, stima che per un tipico biglietto di andata e ritorno a lungo raggio acquistato a Bruxelles per un trasferimento a New York, la componente fiscale aumenterà di 10 euro anziché 20, permettendo alle aziende di risparmiare circa 600.000 euro all’anno su grandi programmi di mobilità.
Il governo ha inoltre confermato che la tassa sarà riscossa automaticamente dalle compagnie aeree al momento della vendita, eliminando l’onere amministrativo per i viaggiatori. Tuttavia, i datori di lavoro devono tenere presente il messaggio politico: la vice primo ministro Petra De Sutter ha sottolineato che la tassa è pensata per “spingere” i viaggiatori verso alternative a minore impatto ambientale per spostamenti entro i 700 km, come le reti ferroviarie ad alta velocità Thalys, Eurostar e ICE. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero quindi continuare a promuovere il treno rispetto all’aereo per viaggi verso Parigi, Amsterdam, Francoforte e Colonia, dove i tempi di percorrenza sono già competitivi.
Infine, il governo ha anticipato che all’inizio del 2027 partirà una revisione completa del regime fiscale sull’aviazione in Belgio, che potrebbe includere esenzioni per i voli con carburanti sostenibili (SAF).
Fonte: The Brussels Times
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