
La crisi del carburante in Francia, che peggiora rapidamente, è passata da semplice fastidio a serio rischio per la mobilità il 21 settembre, dopo che le statistiche ufficiali hanno mostrato che il 16% delle 9.900 stazioni di servizio del paese era privo di almeno un tipo di carburante. I dati, pubblicati su Prix-Carburants.gouv.fr e analizzati da The Local, hanno evidenziato zone critiche nelle regioni Pays de la Loire, Île-de-France e Grand Est, dove più di una stazione su cinque segnalava pompe a secco. Le carenze sono l’effetto a catena di una tempesta perfetta: l’aumento dei prezzi del petrolio legato all’escalation del conflitto in Medio Oriente, manutenzioni non programmate negli impianti TotalEnergies e la corsa degli automobilisti a fare rifornimento prima che i prezzi di SP95-E10 e diesel superino i 2,20 € al litro.
Nonostante la sottosegretaria all’Energia Maud Brégeon abbia assicurato che le catene di approvvigionamento “reggono”, il governo ha attivato una cellula di crisi a Matignon e sta valutando l’introduzione di buoni carburante mirati per i lavoratori che dipendono dall’auto per il tragitto casa-lavoro. Per le aziende, l’impatto è immediato: le società di trasloco segnalano ritardi nelle consegne di mobili, poiché gli autisti dei furgoni faticano a fare rifornimento, mentre le compagnie di taxi che operano all’aeroporto di Parigi Charles-de-Gaulle hanno introdotto sovrapprezzi sul carburante. I pendolari a lunga distanza si stanno rivolgendo alla rete ferroviaria ad alta velocità francese, aumentando la pressione sui già affollati servizi TGV. I responsabili della logistica che spostano componenti tra stabilimenti francesi e hub continentali avvertono che i buffer just-in-time potrebbero sparire se le carenze dovessero persistere per tutta la settimana.
Esistono però soluzioni pratiche: il sito collaborativo Penurie-Carburant e la mappa open-data del governo forniscono livelli di scorte quasi in tempo reale, stazione per stazione, permettendo agli automobilisti di pianificare percorsi evitando le aree senza carburante. Alle aziende con grandi flotte di veicoli si consiglia di fornire ai conducenti carte carburante multi-marca e di incentivare il lavoro da remoto quando possibile. La situazione sarà anche un banco di prova per il nuovo tetto legislativo francese che impedisce a TotalEnergies di superare i 1,99 € al litro per la benzina senza piombo nei propri impianti – una misura che, secondo i critici, sta ora causando code sproporzionate a queste stazioni e accelerando le carenze locali.
Dal punto di vista politico, la crisi riporta alla mente le proteste dei “gilet gialli” del 2018. Il ministro delle Finanze Roland Lescure ha dichiarato a France Inter che “non c’è rischio di scarsità strutturale”, ma ha riconosciuto che shock geopolitici prolungati potrebbero costringere il governo a ricorrere alle riserve strategiche. Per ora, i pianificatori della mobilità devono considerare la carenza come un’interruzione continua e specifica per regione, destinata a complicare i viaggi su strada almeno per i prossimi sette giorni.
Nonostante la sottosegretaria all’Energia Maud Brégeon abbia assicurato che le catene di approvvigionamento “reggono”, il governo ha attivato una cellula di crisi a Matignon e sta valutando l’introduzione di buoni carburante mirati per i lavoratori che dipendono dall’auto per il tragitto casa-lavoro. Per le aziende, l’impatto è immediato: le società di trasloco segnalano ritardi nelle consegne di mobili, poiché gli autisti dei furgoni faticano a fare rifornimento, mentre le compagnie di taxi che operano all’aeroporto di Parigi Charles-de-Gaulle hanno introdotto sovrapprezzi sul carburante. I pendolari a lunga distanza si stanno rivolgendo alla rete ferroviaria ad alta velocità francese, aumentando la pressione sui già affollati servizi TGV. I responsabili della logistica che spostano componenti tra stabilimenti francesi e hub continentali avvertono che i buffer just-in-time potrebbero sparire se le carenze dovessero persistere per tutta la settimana.
Esistono però soluzioni pratiche: il sito collaborativo Penurie-Carburant e la mappa open-data del governo forniscono livelli di scorte quasi in tempo reale, stazione per stazione, permettendo agli automobilisti di pianificare percorsi evitando le aree senza carburante. Alle aziende con grandi flotte di veicoli si consiglia di fornire ai conducenti carte carburante multi-marca e di incentivare il lavoro da remoto quando possibile. La situazione sarà anche un banco di prova per il nuovo tetto legislativo francese che impedisce a TotalEnergies di superare i 1,99 € al litro per la benzina senza piombo nei propri impianti – una misura che, secondo i critici, sta ora causando code sproporzionate a queste stazioni e accelerando le carenze locali.
Dal punto di vista politico, la crisi riporta alla mente le proteste dei “gilet gialli” del 2018. Il ministro delle Finanze Roland Lescure ha dichiarato a France Inter che “non c’è rischio di scarsità strutturale”, ma ha riconosciuto che shock geopolitici prolungati potrebbero costringere il governo a ricorrere alle riserve strategiche. Per ora, i pianificatori della mobilità devono considerare la carenza come un’interruzione continua e specifica per regione, destinata a complicare i viaggi su strada almeno per i prossimi sette giorni.
Fonte: The Local France / Le Monde
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