
Il Segretariato di Stato della Migrazione (SEM) ha aggiornato discretamente il suo factsheet in inglese sul Patto UE su Migrazione e Asilo il 21 ottobre, chiarendo come i dieci testi giuridici europei adottati a giugno saranno recepiti nella legislazione svizzera. Pur non essendo membro dell’UE, la Svizzera è tenuta ad adeguarsi agli sviluppi dell’acquis di Schengen/Dublino e deve quindi allineare gran parte delle sue norme su asilo, screening e Eurodac al nuovo quadro europeo. La pagina aggiornata conferma che il Consiglio federale ha introdotto le modifiche legislative necessarie il 12 giugno 2026 e che la Svizzera inizierà ad applicare il nuovo regolamento sullo screening, il database Eurodac ampliato e i criteri di Dublino rivisti a partire dai primi mesi del 2027.
Particolarmente rilevante per i datori di lavoro, la documentazione ribadisce che il meccanismo di solidarietà – che potrebbe obbligare gli Stati ad accogliere richiedenti asilo trasferiti o a contribuire finanziariamente – rimane volontario per la Svizzera, subordinato all’approvazione parlamentare annuale. Dal punto di vista operativo, la novità più significativa per le aziende che trasferiscono personale riguarda la riduzione dei tempi per le decisioni sui trasferimenti secondo Dublino e l’estensione del periodo di responsabilità (da 12 a 20 mesi) per un richiedente asilo entrato irregolarmente in Svizzera. I team di immigrazione aziendale dovrebbero rivedere le procedure interne per garantire che eventuali trasferimenti umanitari o intra-aziendali tengano conto delle scadenze più stringenti.
L’aggiornamento segnala inoltre che la raccolta biometrica sarà estesa ai bambini a partire dai sei anni e che Eurodac interagirà con ETIAS e il Sistema Entrata-Uscita, aspetti legati alla privacy dei dati che i reparti legali e HR dovranno considerare nei moduli di consenso e nelle politiche di conservazione. Sebbene il testo del SEM sottolinei che la Svizzera non effettuerà procedure di asilo alle frontiere esterne UE, applicherà processi accelerati analoghi a livello interno. Gli stakeholder hanno tempo fino a metà novembre per commentare le ordinanze attuative; successivamente, gli uffici cantonali della migrazione emetteranno circolari dettagliate. Le multinazionali sono invitate a monitorare queste comunicazioni per eventuali nuovi requisiti documentali o sistemi di prenotazione appuntamenti che potrebbero influire sui tempi di gestione dei trasferimenti del personale.
Particolarmente rilevante per i datori di lavoro, la documentazione ribadisce che il meccanismo di solidarietà – che potrebbe obbligare gli Stati ad accogliere richiedenti asilo trasferiti o a contribuire finanziariamente – rimane volontario per la Svizzera, subordinato all’approvazione parlamentare annuale. Dal punto di vista operativo, la novità più significativa per le aziende che trasferiscono personale riguarda la riduzione dei tempi per le decisioni sui trasferimenti secondo Dublino e l’estensione del periodo di responsabilità (da 12 a 20 mesi) per un richiedente asilo entrato irregolarmente in Svizzera. I team di immigrazione aziendale dovrebbero rivedere le procedure interne per garantire che eventuali trasferimenti umanitari o intra-aziendali tengano conto delle scadenze più stringenti.
L’aggiornamento segnala inoltre che la raccolta biometrica sarà estesa ai bambini a partire dai sei anni e che Eurodac interagirà con ETIAS e il Sistema Entrata-Uscita, aspetti legati alla privacy dei dati che i reparti legali e HR dovranno considerare nei moduli di consenso e nelle politiche di conservazione. Sebbene il testo del SEM sottolinei che la Svizzera non effettuerà procedure di asilo alle frontiere esterne UE, applicherà processi accelerati analoghi a livello interno. Gli stakeholder hanno tempo fino a metà novembre per commentare le ordinanze attuative; successivamente, gli uffici cantonali della migrazione emetteranno circolari dettagliate. Le multinazionali sono invitate a monitorare queste comunicazioni per eventuali nuovi requisiti documentali o sistemi di prenotazione appuntamenti che potrebbero influire sui tempi di gestione dei trasferimenti del personale.
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