
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha pubblicato il 26 dicembre la tanto attesa regola finale sul “Processo di Selezione Ponderata”, sostituendo la lotteria casuale per il tetto H-1B con un sistema basato sul salario, pensato per dare priorità ai professionisti stranieri con stipendi più alti. A partire dalla stagione di registrazione per l’anno fiscale 2027 (marzo 2026), ogni registrazione soggetta al tetto riceverà da una a quattro possibilità nel pool di selezione, a seconda del livello salariale offerto secondo il Dipartimento del Lavoro: il Livello IV avrà quattro possibilità, il Livello III tre, il Livello II due e il Livello I una.
L’USCIS raccoglierà dati dettagliati su salari e codici SOC già nella fase di registrazione, avvertendo i datori di lavoro che eventuali incongruenze potrebbero causare richieste di ulteriori informazioni (RFE), rifiuti o segnalazioni per frode. Il DHS sostiene che la modifica “tutelerebbe meglio i lavoratori americani” scoraggiando l’outsourcing a basso costo, ma università, istituti di ricerca e start-up temono che i salari non riflettano sempre le competenze e che ciò possa complicare il reclutamento di post-doc e talenti alle prime armi.
Praticamente, le aziende che puntano al tetto del prossimo anno dovrebbero iniziare subito a modellare le retribuzioni. Un salario di Livello III nella Silicon Valley potrebbe richiedere un aumento a sei cifre rispetto al Livello I; al contrario, i datori di lavoro in aree metropolitane a basso costo potrebbero trovarsi in svantaggio strutturale. Gli esperti di immigrazione sottolineano anche l’interazione con la tassa supplementare di 100.000 dollari per l’H-1B prevista dalla Proclamazione Presidenziale 10973, attualmente bloccata da un tribunale federale ma che potrebbe tornare in vigore prima della stagione FY 2027.
Per i responsabili della mobilità internazionale, la regola solleva questioni strategiche: conviene accelerare la sponsorizzazione per la green card per evitare del tutto la lotteria, oppure spostare i talenti su visti L-1, O-1 o in località near-shore? Il DHS prevede che la regola trasferirà circa 858 milioni di dollari in salari da titolari H-1B a basso reddito a quelli con stipendi più alti solo nell’anno fiscale 2026, salendo a 4,3 miliardi di dollari annui entro il 2030.
Gli stakeholder hanno 60 giorni per chiedere chiarimenti al DHS su calcoli salariali multi-sito e scenari di lavoro da remoto. Non sono ancora state avviate cause legali, ma i gruppi imprenditoriali stanno valutando possibili ricorsi secondo l’Administrative Procedure Act, simili a quelli che hanno annullato una regola analoga nel 2021.
L’USCIS raccoglierà dati dettagliati su salari e codici SOC già nella fase di registrazione, avvertendo i datori di lavoro che eventuali incongruenze potrebbero causare richieste di ulteriori informazioni (RFE), rifiuti o segnalazioni per frode. Il DHS sostiene che la modifica “tutelerebbe meglio i lavoratori americani” scoraggiando l’outsourcing a basso costo, ma università, istituti di ricerca e start-up temono che i salari non riflettano sempre le competenze e che ciò possa complicare il reclutamento di post-doc e talenti alle prime armi.
Praticamente, le aziende che puntano al tetto del prossimo anno dovrebbero iniziare subito a modellare le retribuzioni. Un salario di Livello III nella Silicon Valley potrebbe richiedere un aumento a sei cifre rispetto al Livello I; al contrario, i datori di lavoro in aree metropolitane a basso costo potrebbero trovarsi in svantaggio strutturale. Gli esperti di immigrazione sottolineano anche l’interazione con la tassa supplementare di 100.000 dollari per l’H-1B prevista dalla Proclamazione Presidenziale 10973, attualmente bloccata da un tribunale federale ma che potrebbe tornare in vigore prima della stagione FY 2027.
Per i responsabili della mobilità internazionale, la regola solleva questioni strategiche: conviene accelerare la sponsorizzazione per la green card per evitare del tutto la lotteria, oppure spostare i talenti su visti L-1, O-1 o in località near-shore? Il DHS prevede che la regola trasferirà circa 858 milioni di dollari in salari da titolari H-1B a basso reddito a quelli con stipendi più alti solo nell’anno fiscale 2026, salendo a 4,3 miliardi di dollari annui entro il 2030.
Gli stakeholder hanno 60 giorni per chiedere chiarimenti al DHS su calcoli salariali multi-sito e scenari di lavoro da remoto. Non sono ancora state avviate cause legali, ma i gruppi imprenditoriali stanno valutando possibili ricorsi secondo l’Administrative Procedure Act, simili a quelli che hanno annullato una regola analoga nel 2021.
Fonte: Jackson Lewis / USCIS
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