
La comunità imprenditoriale dell’immigrazione in Polonia ha finalmente avuto un primo sguardo su come sarà la vita dopo il 4 marzo 2026, data in cui scadrà l’attuale regime speciale di protezione “UKR” per le persone fuggite dall’invasione russa dell’Ucraina.
Durante un webinar di 60 minuti, annunciato il 28 gennaio 2026 dallo studio legale internazionale Fragomen, i consulenti senior dell’ufficio di Varsavia hanno illustrato il progetto di legge che il Ministero dell’Interno e dell’Amministrazione (MSWiA) sta ora ultimando. Secondo il disegno di legge, i cittadini ucraini avranno tre principali vie per rimanere e lavorare in Polonia:
1. Un permesso di soggiorno temporaneo accelerato che trasforma lo status UKR esistente in una nuova carta di soggiorno “CUKR” valida fino a tre anni;
2. Un permesso di soggiorno temporaneo standard legato a un contratto di lavoro polacco o a una carica di membro del consiglio di amministrazione;
3. Un permesso di soggiorno a lungo termine per residenti UE per chi ha già vissuto in Polonia per almeno cinque anni.
Il cambiamento più rilevante per i datori di lavoro sarà probabilmente la fine del modello di assunzione basato solo sulla “notifica”, che ha permesso alle aziende di inserire i beneficiari UKR in busta paga semplicemente inviando una comunicazione elettronica all’Ufficio del Lavoro. Dal 5 marzo 2026, ogni cittadino ucraino — sia arrivato con protezione temporanea sia con visto regolare — dovrà avere un’autorizzazione formale al lavoro, integrata nella carta di soggiorno temporaneo o rilasciata come permesso di lavoro autonomo. I team HR dovranno quindi affrontare una tabella di marcia stringente per la conformità: tutte le notifiche inviate prima dell’entrata in vigore della nuova legge resteranno valide solo fino alla data di scadenza indicata o al 31 dicembre 2026, se precedente.
Il progetto di legge chiarisce anche gli obblighi previdenziali. Mentre i beneficiari UKR attualmente godono di una registrazione semplificata, il nuovo quadro allineerà i loro contributi e benefici a quelli degli altri cittadini extracomunitari. Gli avvocati di Fragomen hanno invitato i reparti paghe a prevedere costi ZUS più elevati e a verificare le liste del personale per chi potrebbe perdere il numero PESEL basato sullo status UKR.
Infine, il webinar ha evidenziato una serie di azioni pratiche che le multinazionali dovrebbero intraprendere prima della fine del periodo di transizione: (a) identificare i dipendenti ucraini con passaporti in scadenza prima del 2028, poiché sarà necessario un documento di viaggio valido per il ritiro della nuova carta CUKR; (b) convertire le notifiche per lavoratori distaccati (UD-8) in vere e proprie domande di permesso di lavoro; (c) invitare i responsabili della mobilità globale a prenotare con largo anticipo gli appuntamenti per la rilevazione biometrica negli uffici voivodali — le prime disponibilità di Varsavia per marzo sono già esaurite.
La Polonia ospita la più grande diaspora ucraina nell’UE — circa 1,3 milioni di persone secondo gli ultimi dati della Guardia di Frontiera — perciò la transizione post-UKR sarà uno dei più grandi progetti di immigrazione aziendale del 2026. Le aziende che agiranno tempestivamente potranno mantenere il personale chiave nel paese ed evitare ritardi costosi causati da interruzioni nelle autorizzazioni al lavoro.
Durante un webinar di 60 minuti, annunciato il 28 gennaio 2026 dallo studio legale internazionale Fragomen, i consulenti senior dell’ufficio di Varsavia hanno illustrato il progetto di legge che il Ministero dell’Interno e dell’Amministrazione (MSWiA) sta ora ultimando. Secondo il disegno di legge, i cittadini ucraini avranno tre principali vie per rimanere e lavorare in Polonia:
1. Un permesso di soggiorno temporaneo accelerato che trasforma lo status UKR esistente in una nuova carta di soggiorno “CUKR” valida fino a tre anni;
2. Un permesso di soggiorno temporaneo standard legato a un contratto di lavoro polacco o a una carica di membro del consiglio di amministrazione;
3. Un permesso di soggiorno a lungo termine per residenti UE per chi ha già vissuto in Polonia per almeno cinque anni.
Il cambiamento più rilevante per i datori di lavoro sarà probabilmente la fine del modello di assunzione basato solo sulla “notifica”, che ha permesso alle aziende di inserire i beneficiari UKR in busta paga semplicemente inviando una comunicazione elettronica all’Ufficio del Lavoro. Dal 5 marzo 2026, ogni cittadino ucraino — sia arrivato con protezione temporanea sia con visto regolare — dovrà avere un’autorizzazione formale al lavoro, integrata nella carta di soggiorno temporaneo o rilasciata come permesso di lavoro autonomo. I team HR dovranno quindi affrontare una tabella di marcia stringente per la conformità: tutte le notifiche inviate prima dell’entrata in vigore della nuova legge resteranno valide solo fino alla data di scadenza indicata o al 31 dicembre 2026, se precedente.
Il progetto di legge chiarisce anche gli obblighi previdenziali. Mentre i beneficiari UKR attualmente godono di una registrazione semplificata, il nuovo quadro allineerà i loro contributi e benefici a quelli degli altri cittadini extracomunitari. Gli avvocati di Fragomen hanno invitato i reparti paghe a prevedere costi ZUS più elevati e a verificare le liste del personale per chi potrebbe perdere il numero PESEL basato sullo status UKR.
Infine, il webinar ha evidenziato una serie di azioni pratiche che le multinazionali dovrebbero intraprendere prima della fine del periodo di transizione: (a) identificare i dipendenti ucraini con passaporti in scadenza prima del 2028, poiché sarà necessario un documento di viaggio valido per il ritiro della nuova carta CUKR; (b) convertire le notifiche per lavoratori distaccati (UD-8) in vere e proprie domande di permesso di lavoro; (c) invitare i responsabili della mobilità globale a prenotare con largo anticipo gli appuntamenti per la rilevazione biometrica negli uffici voivodali — le prime disponibilità di Varsavia per marzo sono già esaurite.
La Polonia ospita la più grande diaspora ucraina nell’UE — circa 1,3 milioni di persone secondo gli ultimi dati della Guardia di Frontiera — perciò la transizione post-UKR sarà uno dei più grandi progetti di immigrazione aziendale del 2026. Le aziende che agiranno tempestivamente potranno mantenere il personale chiave nel paese ed evitare ritardi costosi causati da interruzioni nelle autorizzazioni al lavoro.
Fonte: Fragomen